Dopo 15 anni si chiude la saga di ‘Resident Evil’ al cinema

È un peccato che la saga cinematografica di Resident Evil sia giunta al capolinea: pur se l’intero franchising è obiettivamente precipitato nel corso degli ultimi capitoli, ciò che più rimarrà impresso allo spettatore è senza dubbio la protagonista. Di fatto, è lei che ci mancherà; non gli zombi. Milla Jovovich, che ha raggiunto la notorietà in tutto il mondo proprio grazie al personaggio di Alice, è come il buon vino. La sua bellezza è più contagiosa del Virus-T e la sua abilità nelle arti marziali – praticate quotidianamente – sono motivo d’appagamento per il pubblico in sala, che vede calci e pugni devastanti sferrati contro qualsiasi tipo di creature. …peccato per l’editing eccessivo nelle scene d’azione, poiché rende il tutto incomprensibile e stancante per gli occhi – anche il 3D ha la sua parte di colpa in questo.

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Resident Evil: The Final Chapter suona un po’ come una greatest hits degli ultimi cinque installments. Per tutta la durata del film infatti vengono riportate in scena alcune situazioni memorabili delle pellicole precedenti. Si torna soprattutto a Raccoon City, nell’Alveare sotterraneo dove tutto si è scatenato. In questo capitolo della saga, Alice viene contattata dalla Regina Rossa che stavolta vuole davvero aiutarla a distruggere l’Umbrella Corporation. La protagonista ha 48 ore prima che gli ultimi 4000 esseri umani del pianeta vengano infettati.

A livello di regia il film non sarà certo ricordato negli anni a venire; tuttavia, a Paul W. S. Anderson (marito, tra l’altro, della Jovovich) va il merito di aver dato vita ad una pellicola che nella sua struttura narrativa ricorda molto un videogioco – pur se siamo ben lontani dalla trama originale di Resident Evil: c’è infatti un susseguirsi di livelli caratterizzati da sfide sempre più difficili, che alla fine portano i personaggi a scontrarsi col boss finale. Semplice, ma efficace. Le pretese non sono eccessive e sicuramente l’obiettivo principale di intrattenere il pubblico è riuscito.

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