‘Personal Shopper’. Kristen Stewart brilla nel nuovo film di Olivier Assayas

Distribuito da Academy Two, il 13 aprile arriva al cinema Personal Shopper, opera del regista e sceneggiatore Olivier Assayas, che per questo film ha già vinto il Prix de la mise en scène (Miglior Regia) al Festival di Cannes 2016.

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Una meditazione affascinante sul dolore e la perdita, una narrazione non convenzionale che porta il pubblico a domandarsi più volte quale sia la reale direzione del film.

Kristen Stewart, che ha già lavorato con Assayas in Sils Maria (2014), interpreta meravigliosamente una giovane donna americana che vive a Parigi e lavora come personal shopper. Ha l’incarico di scegliere i vestiti ideali, con un budget stratosferico a disposizione, per una star molto esigente di nome Kyra (Nora von Waldstatten). Il contatto diretto tra le due è minimo, eppure Maureen, questo il suo nome, si ritrova a odiare il suo lavoro al pari della sua ricca e famosa boss, che tra le altre cose le vieta categoricamente di provarsi i vestiti che acquista.
Il regista sceglie di non approfondire lo stile di vita del mondo VIP per concentrarsi totalmente sul dramma interiore della protagonista. In finale il film non è altro che un percorso per Maureen verso la riscoperta della propria identità.
Il suo personaggio viene presentato al pubblico in modo differente da come ci si aspetterebbe: non è una di quelle celebrity influencers che segue il trend; a lei bastano la sua felpa e i suoi jeans. In tal senso, non mostra affatto una personalità né tantomeno alcun outfit che potrebbero mettere in ombra Kyra – questa è un po’ la paura di quel genere di boss che tengono all’apparenza, vale a dire temere un dipendente che li oscuri anche solo a prima vista.

Il ruolo è perfetto per l’onnipresente Kristen Stewart, che dimostra di saper lavorare anche in silenzio. E c’è molto silenzio nella sua performance.
Maureen è in totale depressione per la morte improvvisa del gemello Lewis, col quale condivide la stessa malformazione cardiaca fin dall’infanzia. Il fratello, come lei, era un medium; viveva fuori Parigi in una grande casa che ora la sua vecchia compagna Lara (Sigrid Bouaziz) vuole vendere. Ma la proprietà sembra essere infestata. Credendo si tratti dello spirito di Lewis, Maureen prova a stabilire una comunicazione al fine di mantenere una vecchia promessa fatta col fratello: il primo dei due che se ne sarebbe andato, avrebbe cercato di rimanere in contatto con l’altro.

Personal Shopper si muove su due binari inquietanti: da un lato, gli SMS che a metà film Maureen comincia a ricevere da una fonte anonima che sembra conoscerla molto bene e che la perseguita; dall’altro, gli strani fenomeni che si presentano alla donna sempre più di frequente. Nonostante la paura, la protagonista decide infine di lasciarsi andare completamente, di lasciarsi trasportare dagli eventi, di assecondare le richieste del suo mittente sconosciuto; sarà proprio questa la chiave per chiudere col passato e ricominciare una nuova vita, lontano da tutto e da tutti.

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