‘Mal di pietre’. Marion Cotillard imprigionata in un disorientato melodramma sessuale

Anni Cinquanta. Francia del Sud. In un piccolo paesino vive Gabrielle (Marion Cotillard), giovane sognatrice incastrata al crocevia tra un mondo all’antica e un periodo di grandi speranze e libertà. Contro il suo volere, i genitori la obbligano a sposare José (Alex Brendemuhl), un onesto quanto amorevole contadino spagnolo che secondo loro la renderà una donna rispettabile. Per curare i suoi calcoli renali, Gabrielle si reca in una clinica sulle Alpi dove incontra André (Louis Garrel), reduce di guerra che risveglia in lei una passione sopita. La protagonista desidera disperatamente fuggire con André e liberarsi da un matrimonio che le sembra una prigione. E stavolta è determinata a seguire i suoi sogni.

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Il film si ispira al romanzo dal titolo omonimo di Milena Agus; un testo che ha conquistato da subito il pubblico d’oltralpe e che solo per l’effetto dell’attenzione che la stampa estera gli ha riservato ha finito per tramutarsi in successo anche in Italia. Oggi l’opera conta ben 18 traduzioni.
Come al solito il film differisce dal romanzo: le vicende della pellicola deviano dalla storia originale senza tuttavia tradirla. La forza motrice resta sempre quella dolce evasione di desiderio e di amore, un ardore animale che la stessa Gabrielle chiama “la cosa principale”. Si tratta di una forza pulsante e insormontabile che accompagna la protagonista per tutta la durata del film, mostrandole un mondo mediocre tutt’intorno a lei.

Una volta che il pubblico riesce a immedesimarsi nei panni di Gabrielle – compito non facile! – sembra che il destino di questa donna rappresenti metaforicamente l’immaginazione, la forza creativa di cui tutti noi siamo capaci quando i nostri desideri e i nostri sentimenti ci spingono ad andare oltre i nostri stessi limiti.
Rimane tuttavia una visione regressiva del desiderio femminile, tanto che è difficile credere che dietro la cinepresa ci sia una donna. Questo il grande peccato di Nicole Garcia, che almeno sulla scelta di Marion Cotillard non ha sbagliato: «Ho pensato subito a lei per questo ruolo. Chi altri avrebbe potuto interpretarlo? […] (Marion) mostra una grandissima sensualità che credo sia rara nel cinema. Ha colto perfettamente il lato profondamente animale di Gabrielle, oltre che la sua pazzia creativa […]».

Mal di pietre uscirà al cinema il prossimo 13 aprile, distribuito da Good Films.

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