Al di là del cinema...

Giovanni Veronesi racconta l’esodo dei ragazzi italiani in ‘Non è un Paese per giovani’

Ogni anno 100.000 ragazzi italiani volano all’estero in cerca di un futuro migliore. Nonostante questo triste fenomeno gravi sul nostro Paese ormai da tempo, nessuno qui in Italia sembra dare veramente peso alla questione. Le nostre istituzioni sono troppo arrugginite, statiche, legate al passato, perché vecchie e arrugginite le menti che ne sono a capo. Oppure semplicemente troppo avide e stupide da non vedere o non interessarsi proprio al futuro che stanno riservando alle generazioni postume. In questo momento, l’Italia vive una difficile situazione per quanto riguarda l’immigrazione, diventata tra l’altro uno specchio mediatico quotidiano con la miseria e le atrocità di alcuni posti del mondo da cui la gente scappa, ma si disinteressa totalmente dell’emigrazione di ragazzi italiani che messi alle strette si sentono obbligati ad andare a cercare di realizzare i propri sogni all’estero.

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A Giovanni Veronesi la questione preme e dunque si fa carico di portare sul grande schermo la tenacia e la bellezza di una generazione che anche se privata del luogo dove diventare grandi non si lascia spegnere. «I miei film sono sempre stati delle commedie divertenti e non voglio assolutamente perdere questa valenza. Ma non voglio nemmeno perdere di vista il momento storico in cui viviamo e raccontarlo attraverso questo delicato argomento».
Il regista, che è anche sceneggiatore della pellicola, mette in scena personaggi molto diversi tra loro, ciascuno con una personalità ben definita. Tutti riflettono perfettamente i diversi stati d’animo dei giovani (e adulti) italiani al giorno d’oggi; su tutti, i due protagonisti maschili:
Luciano (Giovanni Anzaldo) è un giovane piuttosto sfrontato e brillante che appare però ferito dalla vita. Da subito infatti rivela un profondo malessere; costantemente oppresso dalla paura di sbagliare e di non essere mai all’altezza delle situazioni. Preso da un’euforica incoscienza decide di scappare dall’Italia e da se stesso con l’amico Sandro (Filippo Scicchitano). Ma una volta fuori, dopo aver casualmente sperimentato per una sera la violenza fisica, si ritrova a frequentare circoli di boxe clandestina, che per lui diventano come una droga. Così facendo Luciano perde di vista completamente ogni suo punto di riferimento e l’obiettivo di realizzarsi attraverso un’occupazione gratificante. In questo senso, rappresenta un po’ tutti quegli sconfitti dalla vita che si trasferisco all’estero convinti di “svoltare” ma poi finiscono con lo smarrire la strada prefissata. Non riuscendo a esprimere a parole la propria rabbia, reagisce fisicamente sposando la violenza come itinerario (auto)distruttivo.
Sandro invece è quello più tranquillo, il classico ragazzo dolce, sensibile, insicuro, ingenuo. Sogna di fare lo scrittore, ma per guadagnarsi da vivere comincia a lavorare come cameriere. È così che conosce Luciano, finendo col lasciarsi conquistare dalla sua prospettiva di un’esperienza all’estero insolita ma promettente dal punto di vista umano ed economico – …che è sempre meglio che non avere prospettive di un futuro in Italia; cosa che i due ragazzi condividono a pieno. A differenza di Luciano, Sandro incarna la figura dell’eroe, personaggio simbolo che rappresenta tutti quelli che alla fine comunque una loro strada la trovano.

Insieme partono per l’affascinante Cuba, terra di frontiera in bilico tra il suo passato contradditorio e un futuro di globalizzazione da cui sembra non poter più prescindere. Il loro progetto è quello di aprire un ristorante italiano che offra ai clienti un servizio di Wi-Fi – ancora raro sull’isola – grazie alle nuove seppur limitate concessioni governative. Con l’indispensabile aiuto di Nora (Sara Serraiocco), una scombussolata ragazza italiana che vive a L’Havana e lì aspetta i ragazzi come un destino, scopriranno che esiste anche un modo glorioso di perdersi, che darà un senso profondo alla fatalità che li ha fatti incontrare.

Al cinema dal 23 marzo una tragicommedia imperdibile per ragazzi e adulti.

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