‘Una gita a Roma’. Un avventuroso tuffo nell’arte capitolina attraverso gli occhi di un bambino

Francesco, 9 anni e una grande passione per l’arte, e la sorellina Maria, 5 anni, da una cittadina di provincia arrivano a Roma in gita con la mamma per visitare i monumenti della città, in particolare la Cappella Sistina. Quando per un problema familiare sono costretti a tornare a casa prima del previsto, il bambino, sentendosi messo in secondo piano, decide di prendere in pugno la situazione e crearsi da solo la sua giornata speciale: spinto dalla sua fame per l’arte, scappa dalla madre inseguito dalla sorella. È l’inizio di un’avventura indimenticabile, lungo un tragitto che rivela loro una metropoli col suo universo di personaggi, luoghi sconosciuti e situazioni inattese.

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Come racconta Karin Proia, che con Una gita a Roma fa il suo esordio da regista, «il racconto è autobiografico sotto molti punti di vista. Come il piccolo protagonista Francesco, anche io sono nata e cresciuta in un borgo nelle campagne pontine. Ero molto vicina ma di fatto ben lontana dalle bellezze della capitale. Ne sentivo parlare, la vedevo sui libri, in televisione […] partire per far visita a Roma era un viaggio impegnativo che si affrontava per necessità e solo raramente per svago […] L’unica prospettiva d’avventura per una bambina, in quel contesto, era rappresentata dalla fuga; una fuga da me fanstasticata ma mai messa in atto […]». Francesco incarna il sogno proibito della regista, che attraverso il suo personaggio torna bambina per scappare dalla famiglia e vivere il suo amore per l’arte – Proia è diplomata al liceo artistico.

La regista esalta l’arte romana con giochi di macchina da vera professionista, riuscendo a cogliere tutti gli aspetti più intriganti di ogni singolo monumento che inquadra. Il tutto strettamente connesso al mondo dell’infanzia. Un bambino ha occhi per guardare, ma a differenza dell’adulto lo fa senza pregiudizi. L’innocenza infantile si fa protagonista visiva attraverso un alternarsi di campi larghi e campi strettissimi, alla ricerca delle suggestioni che può subire un bambino di fronte a un monumento che si staglia imponente sul cielo azzurro o ai profili «ruvidi e non», come li definisce Proia, del “corpo” di Roma, vale a dire i sampietrini, l’asfalto, l’acqua…

Una gita a Roma vanta inoltre un cast sia artistico sia tecnico di tutto rispetto, a cominciare dalla partecipazione straordinaria di Claudia Cardinale e Philppe Leroy nelle vesti di due fratelli anziani francesi che sono un po’ l’alter ego dei piccoli protagonisti: entrambe le coppie infatti sono “straniere” a Roma e vivono in una piccola realtà quotidiana fatta di quattro mura domestiche. La spettacolare fotografia del film è di Daniele Nannuzzi, vincitore di molti premi tra cui un Golden Globe e un David di Donatello, mentre la musica è del Premio Oscar Nicola Piovani.

Una piacevole opera prima. Un racconto poetico di solidarietà, di cambiamento e di crescita, in arrivo al cinema il 4 maggio.

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