Dal 20 aprile al cinema ‘Lasciami per sempre’, la nuova (tragi)commedia di Simona Izzo

Lorenzo compie 20 anni e per festeggiarlo sua madre Viola organizza un pranzo in famiglia invitando proprio tutti: mariti ed ex-mariti, padri e patrigni, figli e figliastri, cognati ed ex-cognati, sorelle e fratelli, cugini acquisiti e non, zii e zie. C’è anche il nonno che di recente ha tentato il suicido. Ma quello che doveva essere un momento di festa e di comunione si trasforma ben presto in una resa dei conti. Ciascuno arriva col proprio carico di rancore, convinto di poter addossare agli altri il peso del proprio disagio. I sentimenti sia positivi sia negativi dei personaggi si mescolano l’uno con l’altro e si amalgamano infine in questa simpatica commedia bipolare incentrata sul legame indossolubile della famiglia. Il gusto finale, nonostante tutto, è buono.

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Con il suo nuovo film Simona Izzo racconta come la famiglia moderna e di conseguenza la società contemporanea stiano attraversando una profonda crisi non solo economica ma anche identitaria e sentimentale.
Per tutti la famiglia rappresenta un porto sicuro in cui rifugiarsi nei momenti bui della vita, ma anche un luogo esasperante da cui voler scappare. Sono due facce della stessa medaglia. In un momento storico di apertura legislativa a coppie di fatto, stepchild adoptions, uteri in affitto, famiglie arcobaleno, mononucleari o multirazziali, la famiglia resta sempre il centro nevrotico con cui ognuno di noi è costretto a confrontarsi. Da lei non si scappa.
In una famiglia di qualsiasi tipo, natura o forma giuridica sembra inevitabile farsi del male, ma è altrettanto impossibile sciogliersi da quel legame. Lasciami per sempre parla proprio di questo. È una storia che procede per conflitti e che attraverso sfoghi continui – con la famiglia bisogna confidarsi e buttare fuori tutto quello che si ha dentro; non soprende che la causa di miliardi di rotture sentimentali sia proprio il silenzio di coppia – arriva alla consapevolezza di un ventenne che sta riscoprendo il mondo con occhi più maturi: “Alla fine, meglio uno straccio di famiglia che niente!”.

Simona Izzo ci ricorda che la famiglia resta in piedi anche quando l’amore che l’ha costruita viene meno. Un sentimento finito lascia il posto al rancore, ma soprattutto allo spettro della solitudine, e i malcapitati di turno si tormenteranno forse all’infinito dopo aver sperimentato sulla propria pelle che se amarsi tutta la vita è difficile, lasciarsi per sempre è praticamente impossibile.

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