Tradizioni vs Tecnologia: la nuova sfida di Massimiliano Bruno con “Beata Ignoranza”

Mettete un Professore di letteratura conservatore, tradizionalista e senza computer come Marco Giallini, aggiungete un Professore di matematica  progressista, super tecnologico, sciupafemmine come Alessandro Gassmann, unite agli ingredienti un regista divertente e ironico come Massimiliano Bruno e il gioco è fatto: “Beata Ignoranza”.

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Il film, in uscita il 23 febbraio, distribuito da 01 distribution e prodotto da Fulvio e Federica Lucisano insieme con Italian International Film e Rai Cinema, vanta un cast di tutto rispetto formato, tra gli altri, anche da Carolina Crescentini, Valeria Bilello, Teresa Romagnoli, Micaela Andreozzi, Pietro De Silva, Giuseppe Ragone, Susy Laude e Luca Angeletti.

Ernesto (Giallini) e Filippo (Gassmann) hanno due personalità agli antipodi e un unico punto in comune: sono entrambi professori di liceo. Filippo è allegro ed è in grado di sedurre anche i suoi studenti grazie ad un’app, creata da lui, che rende immediata la soluzione di ogni tipo di calcolo. 

Ernesto è un professore serio e severo, ama leggere e recitare poesie in classe. Vanta una vita al di fuori della “rete”. E’ probabilmente l’ultimo possessore vivente di un Nokia del ’95.

Ernesto e Filippo un tempo erano migliori amici, oggi sono nemici più che mai. La causa? Marianna (Crescentini), prima fidanzata con Filippo, poi moglie di Ernesto… 

I due protagonisti si ritroveranno a fare i conti con il passato grazie a Nina (Romagnoli) una ragazza che li sottoporrà ad un semplice esperimento che si trasforma in una grande sfida: Filippo dovrà smettere di essere super tecnologico, Ernesto, invece, incominciare ad esserlo.

Inizierà così un viaggio che li cambierà profondamente lasciandoci sempre però con il sorriso sulle labbra.

“Beata Ignoranza” nasce da un mio post su Facebook – ha dichiarato il regista – in cui mi lamentavo di non avere il tempo di andare al cinema e al teatro perchè perdevo troppo tempo su Facebook. Da quel momento ho capito che era il tema giusto da portare sul grande schermo. La domanda che si pone il mio film è: ci si sente meglio online o offline? Chi siete veramente? Voi stessi o il vostro alter-ego? Stimate di più le vostre sconfitte reali o i vostri successi virtuali?”

Per Giallini la risposta è semplice: “Non amo la tecnologia nè stare sui social network. Su Twitter sono riuscito a mettere una sola foto in sei anni, è la mia ragazza che segue i post della mia pagina Facebook. Mi farebbe piacere, però che i Social servissero a non ripetere sempre gli stessi errori. Posso confessarlo? Quanto mi mancano quei tempi in cui la musica non si scaricava da internet. Si aspettava con ansia l’uscita di un disco, oggi non è più così, è tutto immediato.”

Per Gassmann, invece, essere tecnologici e presenti sui Social Network è molto importante: “Io uso sempre Twitter e cerco di portare avanti le mie piccole battaglie civili, mi dedico mezz’ora la mattina e mezz’ora la sera. Sui Social si trova il meglio e il peggio della nostra società, motivo per cui bisogna sempre sapere a cosa si va incontro usandoli.

Carolina Crescentini, invece, ama stare su Facebook, ma in modo ragionevole: “Il mio account è privato e chatto solo con gli amici che conosco. Trovo che online c’è una forma di bullismo, specialmente contro le donne. Spesso accade anche con giornalisti che si improvvisano tali e che si sentono liberi di dire ciò che vogliono….Beata Ignoranza!!!”

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