Dal 3 novembre in sala ‘Un mostro dalle mille teste’, piccolo capolavoro di Rodrigo Plá

Guillermo (Daniel Cubillo) cade dal letto in piena notte. Emergenza. Il cancro di cui soffre sta peggiorando seriamente. Il trattamento, speciale e costoso, esiste. Ed è necessario ottenerlo rapidamente.
Sua moglie Sonia (Jana Raluy) cerca di convincere il medico dell’assicurazione sanitaria a rivedere la pratica del trattamento oncologico negato dall’azienda, ma il suo ricevimento viene più volte rifiutato. Stanca dagli innumerevoli tentativi e dalle snervanti attese, la donna, accompagnata dal giovane figlio, segue l’uomo alla sua abitazione. Qui, lo prega di controllare i documenti che negano il diritto al marito malato di usufruire dell’unica terapia che fino ad ora è stata efficace, bloccando le metastasi e riducendo del trenta per cento il cancro dell’uomo. Ma nonostante le suppliche, il medico si rifiuta di aiutarla. In preda alla disperazione, Sonia estrae una pistola dalla sua borsetta, minacciando l’uomo e sua moglie, che alla fine rivelano i nomi dei responsabili a cui si deve rivolgere per sbloccare la pratica. Madre e figlio allora si dirigono verso il centro sportivo dove incontrare il direttore della società d’assicurazione. Arma in mano, Sonia costringe l’uomo ad andare dagli altri dirigenti affinché le sblocchino la pratica. Ma quando il lungo calvario sembra finalmente essere giunto al termine, una tragica notizia sorprenderà madre e figlio.

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Il regista Rodrigo Plà, già ‘Leone del futuro’ 2007 con il coraggioso La zona, torna a Venezia (sezione ‘Orizzonti’ della 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica) con un nuovo dramma sociale, scagliandosi stavolta contro la corruzione e la negligenza del sistema burocratico del suo Paese. Attraverso la storia di Sonia, l’autore costruisce un thriller psicologico in cui emerge preponderante tutta l’esasperazione di una donna intenta ad intraprendere un’estenuante lotta contro il sistema, che si tramuta ben presto in una spirale di violenza in cui verrà coinvolto anche il figlio. Il caso di malasanità rappresentato da Plà, infatti, diventa parabola sociale di un sistema moralmente corrotto incentrato solo sul profitto. Gli stessi stilemi classici del thriller sono funzionali a portare avanti il processo che il regista fa alla società messicana con il parallelismo del processo di Sonia fuori campo – in Messico, infatti, solo l’otto per cento della popolazione può permettersi un’assicurazione sanitaria.

Tratto dall’omonima opera letteraria della moglie Laura Santullo – che ha anche sceneggiato il film – Un mostro dalle mille teste, come tutta la produzione artistica del regista, affonda le sue radici nella condizione di rifugiato politico uruguayano dell’autore, rendendolo, senza dubbio, maggiormente sensibile a problematiche a carattere socio‐politico.

L’opera si è aggiudicata numerosi premi e riconoscimenti, dopo aver concorso in alcuni dei più importanti festival di tutto il mondo.

Al cinema dal 3 novembre.

TRAILER IN V.O. CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO

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