Batte bandiera americana il terzo appuntamento con le Giornate degli Autori

Batte bandiera americana la terza giornata della sezione indipendente promossa dagli Autori italiani (ANAC e 100autori).
Grazie alla collaborazione con Miu Miu con il programma sulla creatività femminile “Women’s tales”, arrivano al Lido due giovani star come Dakota Fanning e Juno Temple (incontro alle 15.30 all’Italian Pavillion dell’Hotel Excelsior) e si festeggia il talento di Crystal Moselle (The Wolfpack) che ha firmato il dodicesimo capitolo della serie di Miu Miu That one day.
Ma è anche la giornata di Charles Bukowski che, nel video-racconto di Silvia Bizio You never had it (regia di Matteo Borgardt), rivive in una emozionante conversazione letteralmente “ritrovata nei bauli” a oltre trent’anni di distanza. E a Venezia arriva, anche grazie alla partnership culturale con il Tribeca Film Festival, Always shine di Sofia Takal (in anteprima internazionale) che sarà presentato dal direttore Frederic Boyer. C’è molta attesa per il film in concorso Quit staring at my plate, fogorante opera prima della croata Hana Jušić che registra un momento di straordinaria vitalità del cinema balcanico.
Le Giornate degli Autori parlano poi le lingue del mondo festeggiando i tre film finalisti del Premio LUX del Parlamento Europeo e ospitano, per il terzo anno, il China Film Forum.
In un anno in cui tutta Venezia è caratterizzata da una speciale attenzione all’internazionalizzazione del mercato cinese in cui anche il Ministero dei Beni e delle attività culturali promuove iniziative istituzionali di collaborazione tra i due paesi, le Giornate si concentrano sui temi e le storie creando un ponte ideale tra la creazione europea e cinese per un forum promosso con il network sino-europeo Bridging the Dragon e l’associazione dei documentaristi italiani Doc/it.
Tra gli ospiti italiani della giornata, due sceneggiatori cinesi di grande successo come Shu Huan (Lost in Thailand) e Yuan Yuan (sceneggiatrice di Go Away Mr. Tumor). A fare gli onori di casa Francesco Bruni (100autori), Francesco Ranieri Martinotti (ANAC) e Paolo Genovese (autore del “caso” dell’anno Perfetti sconosciuti). Moderatore del China Film Forum (in programma alla Villa degli Autori dalle 10 del mattino) il regista Maurizio Sciarra.
San Pedro, California. Interno, notte. Correva l’anno 1981. Una video-intervista realizzata dalla giornalista italiana Silvia Bizio allo scrittore Charles Bukowski. You Never Had It nasce dal recupero di queste immagini dai colori pastello dei nastri Umatic, montati e “riscritti” dalla regia di Matteo Borgardt. Un documentario-incontro in cui si parla di tutto: dagli scrittori al sesso, dall’amore all’umanità. Una notte passata a fumare sigarette, bere vino con lo scrittore e con Linda Lee (che sarebbe diventata sua moglie). Un interno arredato di poesia e la città Los Angeles fuori.
Always shine è la storia di due amiche attrici che intraprendono un viaggio nel Big Sur per superare un momento di crisi, ma la gelosia apre vecchie ferite in questo intricato thriller sull’ossessione, la celebrità e la femminilità.
“Mi scagliavo contro gli uomini che sembravano pretendere quella versione di donna più tradizionale e, poi, cercavo ferventemente la loro approvazione. – ha dichiarato la regista Sofia Takal – Insultavo le altre donne che incarnavano quella concezione oppressiva e, allo stesso tempo, mi rimproveravo di non essere una di loro. Oggi sto ancora cercando di fare ordine, ma intanto ho accettato la mia femminilità particolare. Mi sono abituata a me stessa, trovando la forza nel cinema.”
Quit staring at my plate racconta la vita di Marijana che gira attorno alla sua famiglia. Vivono tutti in un piccolo appartamento troppo piccolo. Quando il padre viene colpito da un ictus che lo costringe a letto, Marijana assume il ruolo di capofamiglia. Si ritrova a fare due lavori per sopravvivere, mentre la madre e il fratello disabile ce la mettono tutta per far affondare la barca. Spinta al limite, la giovane protagonista trova conforto in rapporti erotici occasionali con estranei, assaporando il gusto della libertà. Ma cosa fare di se stessa una volta sperimentata la nuova condizione?

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