Venezia 73. Paolo Sorrentino e Jude Law presentano “The Young Pope”

 Photo by Gianni Fiorito

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Ha convinto la critica, la visione delle prime due puntate della serie televisiva “The Young Pope” diretto dal Premio Oscar Paolo Sorrentino, presentato oggi Fuori Concorso alla 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La serie, che andrà in onda su Sky Atlantic dal 21 ottobre vede Jude Law vestire i panni del Papa. Nel cast anche Diane Keaton e Silvio Orlando. The Young Pope racconta in dieci episodi la storia di Lenny Belardo, alias Pio XIII, il primo Papa americano della storia. Giovane e affascinante, la sua elezione sembrerebbe il risultato di una strategia mediatica semplice ed efficace del collegio cardinalizio. Ma, com’è noto, le apparenze ingannano. Soprattutto nel luogo e tra le persone che hanno scelto il grande mistero di Dio come bussola della loro esistenza. Quel luogo è il Vaticano, quelle persone sono i vertici della Chiesa. E il più misterioso e contraddittorio di tutti si rivela Pio XIII. Scaltro e ingenuo, ironico e pedante, antico e modernissimo, dubbioso e risoluto, addolorato e spietato, Pio XIII prova ad attraversare il lunghissimo fiume della solitudine dell’uomo per trovare un Dio da regalare agli uomini. E a se stesso.

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“Se il Vaticano vedrà fino in fondo il lavoro capirà che non c’è nessun pregiudizio né critica nei confronti della Chiesa – ha affermato Sorrentino – ma è solo uno studio approfondito sulle difficoltà del clero, dei preti, delle suore e del Papa.” “E’ molto difficile ma eccitante affrontare determinati argomenti – ha proseguito il regista – si ha la possibilità di approfondire dei temi importanti. Ho dovuto tenere conto di molte molte più cose rispetto agli altri miei film, specialmente sulla narrazione della storia.” Sorrentino ha spiegato la differenza tra il cinema e la televisione:” Nelle serie spesso manca la sintesi che è un elemento più cinematografico che televisivo. Ho portato questa mia dote sul piccolo schermo.”

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Jude Law ha spiegato in conferenza stampa la paura di affrontare un personaggio come il Papa: “Per me questa è stata un’opportunità per lavorare con Paolo con un personaggio con tante contraddizioni. La mia preoccupazione maggiore era di vestire i panni di un Papa. Sono felice però di aver interpretato un personaggio così complicato come lui.” Una grande stima quella di Law nei confronti di Sorrentino: “Amo di Paolo il suo linguaggio visivo. Mi sono sentito come un colore sulla sua tavolozza ed è stato bellissimo.” L’attore ha proseguito confessando la sua esperienza d’attore in un progetto così importante: “Ero già emotivamente parte del gruppo perchè il copione era davvero bello per le descrizioni fatte e per i riferimenti musicali. Mi sono reso conto della difficoltà di dover fare la parte di un Papa e quindi non sapevo da dove iniziare per potergli dare la giusta credibilità. Paolo ha sempre enfatizzato sul fatto che il Papa fosse anche un uomo e allora ho iniziato a capirlo facendo riferimento anche ai Papi passati.” Qualcuno ha ipotizzato una somiglianza tra l’essere Papa e l’essere attore e Law ha così risposto: “Non ho mai visto somiglianze tra il Papa e un attore, però essendo entrambi due personaggi pubblici qualche somiglianza potrebbe esserci.
Sorrentino ha anche dato la sua idea riguardo un futuro Papa come quello da lui descritto nella serie tv: “Il Papa che abbiamo descritto in “The Young Pope” potrebbe arrivare. E’ illusorio pensare che il Vaticano possa eleggere un uomo come lui, ma non si sa mai che possa accadere in futuro. Però una cosa posso dirla con certezza: nel lavoro di documentazione iniziale che ho fatto è affiorato ben presto che i cardinali hanno nelle loro relazioni un tasso di comicità molto alto e non solo, qualcuno ha anche qualche vizio. Ho saputo ad esempio che Papa Ratzinger fumava. Questo elemento mi ha talmente incuriosito che anche il mio Papa ho voluto che fumasse.”

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