Tanti ospiti nella seconda giornata del Giffoni Film Festival: Da Antonia Liskova a Gabriella Pession, da Cristiana Dell’Anna a Marco D’Amore

Antonia Liskova“Il Giffoni Film Festival è un evento bellissimo. Mi fa venire in mente mia figlia che ha undici anni, con tutte le sue domande sul mondo, sulla vita. Mi vengono in mente i ragazzi delle giurie che sono un foglio bianco, ancora tutto da scrivere. Questi anni per loro sono fondamentali. Avverto tanta energia positiva. È giusto che i ragazzi facciano qualcosa per cambiare la realtà, per uccidere questa superficialità, questo materialismo, questa folle corsa verso il niente”. Sul filo della riflessione l’incontro al Festival con Antonia Liskova, attrice di cinema, teatro e televisione ed ora anche protagonista di web series.

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Una formazione scientifica con un diploma in chimica farmaceutica e poi un viaggio a Roma che le cambia la vita, quello delle destinazioni, tema dell’edizione in corso del Gff, sembra essere un tema centrale nel percorso di Antonia Liskova: “Quello che ho ora – ha detto – non era nemmeno nei miei più segreti sogni. Credo che se oggi sono qui a questo festival, vuol dire che tutto è possibile. Non avrei mai sperato di arrivare dove sono arrivata. Certo, mi è costata anche tanta fatica, ma costa sempre fatica raggiungere quel che vogliamo. La nostra destinazione si costruisce con l’impegno, non bisogna mollare mai. Oggi la mia destinazione è solo il domani”.

L’attualità irrompe nella narrazione del Giffoni Experience: i fatti tragici di Nizza, il disastro ferroviario della Puglia, il colpo di Stato in Turchia. Antonia Liskova non nasconde il timore, la preoccupazione: “Ho molta paura oggi – confessa – E’ difficile comunicare con una figlia e comunicarle la vita nel modo giusto. E’ la cosa più devastante per un genitore. Cerco di insegnarle di vivere la vita nel vero senso della parola. La vita non sono vestiti, le cose da compare. Cerco di farle capire che lo studio è una forma di enorme curiosità, necessario per osservare la vita, avere un’opinione critica. Cerco, comunque, di non trasmetterle questa paura che avverto”.

Oggi a Giffoni protagonista è Ghostbusters e su questo Antonia Liskova non ha dubbi: “Da bambina avevo paura dei fantasmi. Oggi ho più paura del reale, altro che fantasmi. Nella vita reale accadono cose folli, che non si riescono a spiegare”.

Gabriella PessionA dieci anni dalla sua prima volta, Gabriella Pession torna al Giffoni Film Festival e spalanca i suoi splendidi occhi di fronte alla sua trasformazione: “In questi anni avete fatto un lavoro eccezionale. Ho visto le nuove strutture della Multimedia Valley: è fantastico che in Italia si concretizzino progetti di questo tipo, orientati alla cultura del cinema”, ha dichiarato l’attrice all’arrivo nella Cittadella arricchita dagli allestimenti dell’anteprima italiana di Ghostbuster.

Quasi un segno del destino, visto che l’attrice ha appena terminato di girare La Porta Rossa, la nuova serie noir, con più di un accenno al paranormale, uscita dalla penna del giallista Carlo Lucarelli che la vede accanto a Lino Guanciale: “Abbiamo finito di girare questa notte alle 4: sono esausta ma è stata un’esperienza straordinaria. È una storia di fantasmi in cui interpreto la moglie di un poliziotto che viene ucciso e io, che ho sempre creduto nei fantasmi, cerco di fare i conti con la perdita di mio marito. È un lavoro sulla memoria molto forte e con una sceneggiatura inusuale per la Rai perché lavora molto sull’introspezione”.

La sua prossima destinazione, però, sembra essere la produzione teatrale: “Ho comprato i diritti dell’adattamento della Signorina Julie, tragedia di August Strindberg, realizzata da Patrick Marber, autore di Closer e nominato agli Oscar 2007 per la miglior sceneggiatura con il film Diario di uno scandalo” ha annunciato l’attrice, che ha anche in ballo l’idea di una coproduzione cinematografica in Irlanda.

Nel frattempo ci si aspetta una seconda stagione de Il Sistema, serie di Rai 1 che l’ha vista accanto a Claudio Gioé e che ha incrociato gli eventi di Mafia Capitale: “Lo scandalo è uscito due mesi dopo l’inizio delle riprese ma evidentemente gli autori ci avevano visto lungo. Ancora non sappiamo quando si partirà ma ci stiamo lavorando. Rispetto alla prima serie, il tema di Mafia Capitale sarà affrontato, spero, in modo più duro e meno edulcorato”, ha dichiarato ancora l’attrice.

Nei dieci anni intercorsi tra la sua prima partecipazione al Giffoni e il Blue Carpet della 46esima edizione, la Pession dice di aver trovato la sua ‘destinazione’: “Sono molto più serena adesso e devo dire che preferisco la Gabriella di oggi a quella di allora”. Ma oggi come allora è attesa dai piccoli giurati del Festival: l’emozione continua.

Cristiana Dell'AnnaHa dismesso da poco i panni di Patrizia, ma del personaggio di Gomorra 2 conserverà sempre la voglia di osare e di provare. Cristiana Dell’Anna si è raccontata con questa immediatezza alla platea della Masterclass del Giffoni Film Festival 2016 che, per tutta risposta, l’ha ricompensata con enorme affetto.

“La mia passione per la recitazione – ha spiegato la bella attrice napoletana – è nata quando avevo circa 13 anni. Ero innamorata di Leonardo Di Caprio e speravo, in un futuro non troppo lontano, di poterlo affiancare. Negli anni a seguire, nonostante le tante passioni, non ho mai smesso di coltivare una sincera passione per il teatro. Il momento della svolta, però, è arrivato alla fine del liceo, quando ho dovuto scegliere che cosa fare della mia vita. A quel punto, dopo varie traversie con i miei genitori, non ho potuto negare a me stessa questo amore e ho deciso di seguirlo fino alle estreme conseguenze: sono partita per l’Inghilterra, mi sono diplomata in arte drammatica e in territorio britannico ho iniziato a muovere i primi passi”.

Con lo stesso coraggio, e ormai arricchita di un’esperienza importante, Cristiana è tornata per caso a recitare in Italia: “Non avevo alcuna intenzione di tornare, ma la proposta per il cast di Un posto al sole mi è sembrata un segno: dopo anni di distanza emotiva, la recitazione mi permetteva di riavvicinarmi alla mia terra e provare ad amarla e comprenderla. Con lo stesso spirito ho scelto di affrontare la sfida offertami da Gomorra”.

Nel congedarsi dai ragazzi, infine, l’attrice non ha avuto dubbi sul come descrivere la sua professione: “È un mestiere complesso, in cui non vale l’improvvisazione. In realtà, qualunque cosa vogliate fare, non pensate di riuscirci senza una solida formazione”.

GhostbustersI fantasmi e gli ectoplasmi sono avvisati: i Ghostbusters sono tornati e hanno scelto il Giffoni 2016 per presentarsi al pubblico italiano, che potrà riempire le sale cinematografiche dal 28 luglio per il reboot al femminile, anche in 3D, diretto da Paul Feig.

Sul blue carpet il denso fumo ha lasciato spazio alla Ecto Mobile che ha fatto strada ad una numerosa squadra di acchiappafantasmi, pronti a catturare il simpaticissimo ectoplasma simbolo del film: il mitico Slimer. In Sala Truffaut i giurati, tutti rigorosamente con indosso le t-shirts nere dei Ghostbusters, hanno giocato a passarsi cinque giganti balloon bianchi e verdi. Le luci si spengono, la proiezione ha inizio.
Gli appassionati della saga anni ’80 presenti al Festival, sempre ben attenti a “non incrociare i flussi”, fanno la conoscenza del poker d’attrici tutto da ridere formato da Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones con le due proiezioni in versione originale con sottotitoli in italiano previste per questa seconda giornata della 46esima edizione, la prima alle 19.30 e riservata alle giurie Generator +13 e +16 e la seconda alle 22, aperta al pubblico riuscito a prenotarsi per tempo.

Le quattro eroine sono pronte a salvare New York dalla presenza di ectoplasmi non proprio simpatici grazie all’aiuto dell’affascinante, ma imbranato, centralinista Chris Hemsworth (attualmente sul set del terzo film della saga Thor in cui interpreta il semidio protagonista). La ricetta del successo per questa commedia che ha tutte le intenzioni di far tornare in vita un vero e proprio mito sta nelle parole del regista: “Divertimento puro, solidarietà tra outsider e lotta contro i pregiudizi”.

Marco D'Amore e Francesco Ghiaccio“Per girare ” Eternit”  abbiamo incontrato molti detrattori. Forse questo è un paese che non vuole sentirsi ricordare i suoi problemi e le sue angosce, perché andare al cinema e a teatro deve far svagare”, così Marco D’Amore ospite oggi del Giffoni Film Festival insieme a Francesco Ghiaccio, parla del film di denuncia “Un posto sicuro“, lungometraggio sulla vicenda delle morti per amianto relative alla fabbrica Eternit. D’Amore e Ghiaccio, anche regista del film, hanno fondato la casa di produzione Piccola Società per raccontare in questa piccola opera una volontà d’impegno, scrivendola insieme. Abbandonati così per un po’ i panni di Ciro nella serie “Gomorra”, D’Amore si scopre produttore ed eccellente sceneggiatore. “Abbiamo vissuto un anno e mezzo a contatto diretto con la popolazione e i familiari delle vittime. – ha affermato l’attore – Abbiamo scoperto in corso che esiste un inquinamento che va al di là della fabbrica. Volevamo mostrare un rapporto intenso padre-figlio ma anche quello di due giovani belli e innamorati che vengono inquinati nel loro sentimento e faticano per riconquistarlo nella loro bellezza”. Il film, intenso e commovente, racconta la storia del giovane Luca (Marco D’Amore) che, dopo aver accantonato il sogno di fare l’attore, torna nel suo paese Casale Monferrato, per fare l’intrattenitore. Suo padre Eduardo (Giorgio Colangeli), che non vede da una vita, ex-operaio dell’Eternit, sta morendo di tumore, causato dalle polveri di amianto che hanno segnato anima e territorio. Riscoprendo il rapporto col padre, Luca riscoprirà anche la sua vocazione e le sue sofferenti radici, magari aprendosi al rapporto con Raffaella.

“Questo film fa piangere di rabbia – ha proseguito D’Amore – Siamo vittime e carnefici di una società che necessariamente ci distrugge. Produciamo rifiuti per forza di cose. A fare la differenza però può essere la consapevolezza. Il materiale che oggi reputiamo eccezionale e sa di futuro potrebbe essere lo stesso di come veniva considerato l’amianto 20 anni fa”. “Viviamo in un mondo apparentemente informato, che ti illude di conoscere. Ma in realtà non hai la forza e la conoscenza di approfondire e intervenire, cosa che purtroppo accade quotidianamente a chi vive la tragedia dell’eternit”.

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