Giffoni Film Festival: gli ospiti della sesta giornata

AlmamegrettaLa quinta serata live del Campania Sound Experience si veste di sonorità alternative rock, reggae e dub, senza mai perdere di vista il panorama partenopeo.

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Questa sera in Piazza Lumière a Giffoni Valle Piana, dalle 22.00, ad ingresso gratuito, si esibiranno gli Almamegretta. Sono passati anni da quando Almamegretta e Raiz hanno deciso di lavorare separatamente. Li abbiamo ascoltati insieme stesso palco, per un appuntamento speciale, quello del Festival. “E’ un festival storico che valorizza il sud, dovrebbero esistere più manifestazioni del genere”, afferma Paolo,Pablo, Polcari.

“Non è la prima volta che veniamo ospitati dal festival, e ogni volta ritrovarsi in un ambiente alimentato da giovani e giovanissimi, da molta energia, e speriamo di poter ripagarli con un bello spettacolo”. “Il nostro lavoro ci permette di poter essere legati alle generazioni future. Bisogna sempre saper maturare mantenendo la testa sulle spalle, ed è più difficile farlo quando si fa il musicista. Il bello sta nel poter vedere ciò che le generazioni hanno appreso da te, e cosa tu puoi prendere da loro per poterti costantemente reinventarti.” – prosegue Raiz.

Almamegretta, ovvero “anima migrante” definizione che, non solo da il titolo al loro primo album del 1993, ma identifica precisamente la loro notevole attitudine a variare nel tempo, cercando nuove formule sonore, mettendo in relazione diversi elementi musicali e culturali: “il motore del nostro progetto è la costante fusione tra ciò che siamo e quello che arriva da fuori, dimostrando che mischiare le carte spesso può essere fonte di arricchimento sia artistico che culturale. Noi cerchiamo di rinnovarci di volta in volta, provando a creare nuove fonti espressive”. – afferma Pablo – “E’ sempre interessante dimostrare come attraverso la musica si può andare al di là della realtà. Mescolare culture diverse dal punto di vista geografico e spesso temporale, rifacendoci spesso al passato unito ad un contesto più contemporaneo, è un modo per evadere dalla realtà. Con la musica puoi farlo.”

‘EnnEnne’ è il titolo del loro nuovo disco, uscito il 6 maggio 2016: il titolo è preso in prestito dall’acronimo di “Nescio Nomen”, una delle frasi coniate per registrare all’anagrafe chi nasce da genitori ignoti, come la loro indefinibile mescolanza di generi: “eravamo alla ricerca di una precisa definizione del nostro lavoro – spiega Raiz – e come spesso accade nei nostri lavori, una precisa definizione non esiste se non definirlo come un insieme, un riassunto di diverse realtà. E’ un riferimento alla mescolanza di quello che abbiamo creato”.

Il disco contiene dieci canzoni – nove inediti e una versione di ‘Ciucculatina d’a ferrovia’, vecchio successo di Nino D’Angelo, e riunisce la line-up originaria della band e una serie di collaborazioni e featuring, come Lucariello, Carlo D’Angiò e Cristina Donadio, attrice teatrale e televisiva, co-protagonista nella seconda stagione di Gomorra – La Serie.

Ai ragazzi del Giffoni dedicano poi un pensiero che racchiude il senso del loro far musica, la costante curiosità: “Siate curiosi. Non smettete di voler conoscere, non fermarsi alla prima soluzione. La nostra musica vuole infondere anche il coraggio di provare curiosità per ciò che è ancora sconosciuto”.

Matteo GarroneDalle fiabe di Basile a Pinocchio, passando per la ‘favola’ del Giffoni 2016: Matteo Garrone, protagonista di un attesissimo incontro con i giurati e di una gremita Masterclass, conferma il progetto di trasposizione cinematografica della storia di Collodi. “Inizieremo a girare nella primavera 2017. Stiamo facendo molti test anche sugli effetti speciali e siamo ancora alla ricerca del protagonista”. Il film, che dovrebbe uscire nel 2018, sarà girato in Italia e in italiano: un cambio di rotta dopo l’esperienza in inglese de Il Racconto dei Racconti, che intanto potrà gareggiare agli Oscar 2017 in tutte le categorie.

L’interesse di Garrone, però, è tutta rivolto ai ragazzi: “Sono qui raccontare ai ragazzi il mio percorso di regista e il lavoro fatto per Il Racconto dei Racconti. Quando avevo la loro età, però, volevo fare il tennista: ero la disperazione dei miei genitori, non leggevo mai, ma ho sempre amato disegnare. Una tendenza verso le arti visive, in fondo, l’ho sempre avuta. Finché resto nel mondo della visione, anche visionaria, sono nel mio territorio”.

Esorta i giurati che cercano la propria Destinazione nel mondo a seguire “la passione, quella autentica, l’unica che può portarti dritto al proprio obiettivo”. Una passione che si respira al Giffoni Film Festival: “C’è da tanti anni e mi sembra in costante crescita: ha un’energia e una passione invincibile”.

Nel corso dell’incontro con i Masterclass all’Antica Ramiera, Garrone ha spiegato: “I temi del Racconto dei racconti sono un po’ gli stessi di altri film che ho fatto: l’ossessione, il desiderio, la trasformazione dei corpi. Nel “Racconto” c’è un grosso lavoro di effetti speciali, la libertà degli altri film non riuscivo ad averla. È un film con una struttura molto ingombrante nella lavorazione con una troupe di circa cento persone: è stato un film molto faticoso, il primo film in lingua inglese che ho girato e per la prima volta ho lavorato con star internazionali: è un film non commerciale, ma che sento mio, nonostante tutte le difficoltà che ho avuto. Mi sono messo alla prova”.

“Non rifarei il film con attori inglesi – confessa il regista – pensavo che avrei avuto vantaggi, considerando che era un film costoso. È stato un errore: Pinocchio lo farò in italiano, con attori italiani. L’internazionalità è data dalla qualità e dall’originalità del film: se fai un film in Italia, lo fai in italiano… È un film più femminile e al femminile. Parla di donne in tre età diverse. Gomorra, invece, è un film maschile e al maschile”.

Matilde GioliNon voleva fare l’attrice, non ci aveva mai pensato, è stata la mamma a segnalarle il casting per “Il capitale umano” di Virzì. Una laurea in filosofia con tesi su Aristotele e poi un po’ di esperienze televisive. Questo in sintesi di il profilo di Matilde Gioli protagonista della seconda Masterclass della giornata.

A Matilde Gioli è stato consegnato il premio “Explosive Talent Award”, un riconoscimento al talento: “Sono davvero molto emozionata – ha detto la giovane attrice – ricevere questo premio con voi, con i ragazzi è una grande emozione”.

“Fare l’attrice – ha confessato ai ragazzi della Masterclass – non era nei miei sogni, non c’avevo mai pensato. Ci sono un po’ inciampata. Mia mamma aveva letto ad un semaforo che cercavano ragazzi con accento settentrionale per fare la comparsa per il film di Virzì. Dopo un po’ di tempo ho ricevuto una telefonata. Virzì ha voluto vedermi ed è iniziata così. Ora sto andando avanti, ma non era nei miei piani”.

Matilde Gioli ha iniziato la sua carriera partendo dal gradino più alto del podio: lavorando con un grande registra e con un cast italiano d’eccezione: “Tutto quello che ho imparato sul set de Il capitale umano – ha spiegato – è stato fondamentale per me. La condivisione generosa dei quattro attori protagonisti e degli altri è stata importantissima. Sono cose che mi porto dietro nei set di oggi, è iniziare con i migliori”.

Dopo sono arrivate altre parti, altre esperienze, altre partecipazioni: “Non ho ancora capito se so fare bene questo mestiere. Ho pensato di provare tutte le sfaccettature di questo mestiere. Cerco di spaziare proprio per comprendere meglio. Posso anche dire non ho ancora deciso cosa fare da grande”.

Poi la partecipazione al fianco di Fabio Fazio nelle due puntate pilota di “Rischiatutto”: “Ho capito – ha detto Matilde Gioli – che quella non era la mia strada. Però ho voluto cimentarmi. E’ stato divertente, ma non mi ha dato la stessa soddisfazione che mi dà stare sul set. Ho voluto provare”.

Maggie & Bianca Fashion FriendsVivere di moda e musica è il desiderio segreto di moltissime ragazze, un sogno raccontato agli Elements +10 del Giffoni Film Festival da Emanuela Rei (Maggie Davis) eGiorgia Boni (Bianca Lussi), protagoniste dell’attesissimo MAGGIE & BIANCA – FASHION FRIENDS. Insieme a tutto il cast della nuova serie, firmata dal genio di Iginio Straffi, le due giovani protagoniste hanno improvvisato un vero e proprio spettacolo al termine dell’evento speciale dedicato al nuovo prodotto di casa Rainbow.

“È la prima volta che veniamo ospitati ad un Festival cinematografico – hanno detto i giovani attori ai ragazzi – è una grande emozione, la vostra energia è contagiosa. La serie è un sogno che diventa realtà, per voi deve essere la prova che, qualsiasi desiderio abbiate, con costanza e determinazione, può diventare realtà”.

Sul piccolo schermo il teen drama arriverà a settembre su Rai Gulp, intanto è in lavorazione anche la seconda serie. La storia è quella di due ragazze molto diverse tra di loro che finiranno per diventare inseparabili amiche grazie a una passione comune. Maggie è una ragazza americana con il sogno nel cassetto di diventare una grande stilista, speranza che la porterà a Milano per frequentare la prestigiosa Fashion Academy. Lì conosce Bianca, figlia di un famoso imprenditore italiano nel settore della moda e costretta dal padre a frequentare l’accademia nonostante la sua vera passione sia quella della musica. Le due si incontrano e si scontrano a causa dei loro caratteri opposti, ma infine riescono a fondere le loro due passioni creando una band: i MoodBoards. Insieme a loro gli amici Jacques, Quinn, Yuki e Eduard.

Luca MarinelliCattivo, anzi cattivissimo, ma solo su grande schermo: Luca Marinelli, alias lo Zingaro, il villain del film-evento dell’anno, Lo chiamavano di Jeeg Robot, si confessa ai giovani giurati del Giffoni Film Festival con un mix di autoironia e poesia: “Ho sudato pure la giacca mentre parlavo con loro – ammette, serafico – spero solo di aver dato risposte adeguate. Mi sembra un’altra delle cose belle che sto vivendo in questo anno magico”.

Ai ragazzi del festival ha consigliato di tenere fuori dai sogni rabbia e invidia: “State molto attenti a non rovinare la vostra energia – ha detto loro – rimanete sempre puliti, senza giudicare o parlare male di nessuno. Tempo fa ci sono cascato anchh’io ma ora ho capito che se alcune cose non avvengono forse la colpa è in parte mia. Meglio pensare alle cose belle da fare”.

Per lui la recitazione non è solo lavoro: “Il film – spiega – è la metafora della vita: comincia, si svolge e finisce. Difficilmente però a fine riprese riesco a distaccarmi da un personaggio”.

Giffoni è febbre da Hunger Games. Domani è previsto l’arrivo in Cittadella di Sam Claflin, la giovane star protagonista di Hunger Games che, nella saga tratta dai romanzi di Suzanne Collins, interpreta la parte di Funnick Odair. 30 anni compiuti da poco, l’attore inglese è uno dei volti nuovi del cinema internazionale. I fan della serie sono già in fibrillazione da giorni al Giffoni Film Festival e si apprestano a passare la notte all’aperto per non perdere la possibilità di incontrare da vicino il loro idolo che ha da poco intepretato, assieme a Rachel Weisz, “My Cousin Rachel”, diretto da Roger Mitchell. Ma soprattutto Claflin presenterà in anteprima l’intensissimo “Me before you”, film diretto da Thea Sharrock, uno degli eventi dell’edizione del Festival del cinema per ragazzi. Tra i film in concorso, “Ma révolution” (+13) di Ramzi Ben Sliman, storia adolescenziale sullo sfondo della Primavera Araba nel cuore di Parigi. Attesa anche per il film turco “Blue Bicycle” (+10) di Unit Koreken, su un dodicenne che si imbatte nell’ingiustizia subita dal padre, rimasto ucciso in seguito ad un incidente sul lavoro. E grande attesa anche per“Urban Hymn” (+18), nuovo film di Michael Caton-Jones, regista di Scandal, Rob Roy e The Jackal. Continua la presenza di star italiane a Giffoni: domani saranno di scena Paolo Genovese, pluripremiato regista di “Perfetti sconosciuti”, Chiara Francini e Greta Scarano, due dei volti nuovi del cinema italiano.

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