Festa del Cinema di Roma. Attesi Tom Hanks, Meryl Streep, Jovanotti, Roberto Benigni, Viggo Mortensen

Presentata alla stampa l’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma che quest’anno si terrà dal 13 al 23 ottobre e  che si divide tra buon cinema e la presenza di importanti personaggi del panorama cinematografico.

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Attesi nella Capitale: Tom Hanks, Meryl Streep, Michael Bublè, Roberto Benigni, Renzo Arbore, Bernardo Bertolucci, Jovanotti, Paolo Conte, Don De Lillo, Gilbert & George, Daniel Libeskind, David Mamet, Viggo Mortensen, Oliver Stone e Andrzej Wajda.

La selezione ufficiale vede la presenza di tre film italiani in concorso:

Michele Placido con il film “7 minuti” interpretato da Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia, Maria Nazionale, Ottavia Piccolo e Violante Placido. Il film è tratto da una storia vera. I proprietari di un’azienda tessile italiana cedono la maggioranza della proprietà a una multinazionale. Sembra che non siano previsti licenziamenti, operaie e impiegate possono tirare un sospiro di sollievo. Ma c’è una piccola clausola nell’accordo che la nuova proprietà vuole far firmare al Consiglio di fabbrica. Undici donne dovranno decidere per sé e in rappresentanza di tutta la fabbrica, se accettare la richiesta dell’azienda. A poco a poco il dibattito si accende, ad emergere prima del voto finale saranno le loro storie, fatte di speranza e ricordi. Un caleidoscopio di vite diversissime e pulsanti, vite di donne, madri, figlie.

“Sole cuore amore” di Daniele Vicari interpretato da Isabella Ragonese, Francesco Montanari, Eva Grieco, Francesco Acquaroli, Giulia Anchisi. Un’amicizia tra due giovani donne in una città bella e dura come Roma e il suo immenso hinterland. Due donne che hanno fatto scelte molto diverse nella vita: Eli ha quattro figli, un marito disoccupato e un lavoro difficile da raggiungere; Vale invece è sola, è una danzatrice e performer, e trae sostentamento dal lavoro nelle discoteche. Legate da un affetto profondo, da una vera e propria sorellanza, le due donne sono mondi solo apparentemente diversi, in realtà sono due facce della stessa medaglia, ma la solidarietà reciproca non sempre basta a lenire le difficoltà materiali della loro vita.

“Napoli ’44” di Francesco Patierno. Un documentario che parla del  giovane ufficiale inglese, Norman Lewis, entrò con la Quinta Armata Americana in una Napoli distrutta e piegata dalla guerra. Lewis fu subito colpito dal magma sociale pulsante e complesso di una città che ogni giorno riusciva nei modi più incredibili a inventarsi la vita dal nulla, e prese nota su alcuni taccuini di tutto quello che gli successe nell’anno della sua permanenza. Gli appunti che Lewis scrisse in quel periodo finirono poi per costituire “Naples ‘44”. Il film tratto da questo libro immagina l’ufficiale inglese, divenuto dopo la guerra un affermato scrittore, tornare tantissimi anni dopo nella città che lo sedusse e lo conquistò per un visionario amarcord fatto di continui flashback tra i luoghi del presente che Lewis ripercorre dopo tanto tempo e le storie del passato di cui questi luoghi sono stati protagonisti. E così, tra signore in cappello piumato che mungono capre tra le macerie, statue di santi preposti da una folla in deliquio a fermare l’eruzione e professionisti in miseria che sopravvivono impersonando ai funerali un ricco e aristocratico zio di Roma, vedremo sfilare negli ottanta minuti di cui è composto il film una eccitante e imprevedibile sequenza di storie e personaggi assolutamente indimenticabili. Ma Naples ‘44 è anche – e forse soprattutto – una potente denuncia degli orrori delle guerre. Di tutte le guerre, giuste o ingiuste che siano.

Da segnalare “Maria per Roma” presentato nella sezione “Le voci del domani” di e con Karen Di Porto Andrea Planamente, Cyro Rossi, Diego Buongiorno, Nicola Mancini, Lorenzo Adorni, Massimiliano Padovan Di Benedetto, Paolo Samoggia, Boris Giulivi, Paola Venturi, Bruno Pavoncello, Mia Benedetta Barracchia, Marianna Costantini, Daniela Virgilio. La storia della giornata, dalle prime ore del mattino alla notte, di Maria, una donna confusa ma al contempo dinamica che insegue la sua carriera di attrice ma si perde nella frammentazione del quotidiano romano. Un quotidiano che ruota intorno a quella che sembra l’unica fonte di sostentamento della Città Eterna: il turismo. Vediamo Maria correre dalle prove in teatro ai check-in ai turisti e dai check-in ai provini in una frenesia che sfocerà in situazioni comiche ed estenuanti. Per quanto la vediamo battersi per cercare la sua strada un filo sottile la lega ad una vita immaginaria, fatta di proiezioni e sovrainvestimenti che solo il fallimento la costringerà a abbandonare. Per questo il finale amaro rappresenta al contempo un momento positivo di crescita e la possibilità finalmente di vedere se stessa e gli altri. I toni sono comunque quelli della commedia e Maria nella sua non coscienza accompagna il pubblico in questo viaggio attraverso una realtà romana fatta di personaggi buffi e meschini combattenti e arresi che cercano il loro spazio sulla terra e un modo, alla fine, per vivere.

L’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma si svolgerà dal 13 al 23 ottobre 2016 all’Auditorium Parco della Musica e in altri luoghi della Capitale. La struttura firmata da Renzo Piano sarà il fulcro della manifestazione e ospiterà proiezioni, incontri, eventi, mostre, installazioni, convegni e dibattiti. I 1300 mq del viale che conduce alla Cavea saranno trasformati in uno dei più grandi red carpet al mondo.

Il pubblico avrà a disposizione numerose sale: da quelle presso il Parco della Musica (Sinopoli, Petrassi, Teatro Studio Gianni Borgna, Studio 3, Mazda Cinema Hall, AuditoriumArte) all’Auditorium del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, dalla Casa del Cinema alla Sala Trevi, dal Carcere di Rebibbia alla Scuola Di Donato, dal Mazda MX-5 Drive-in ai cinema Farnese Persol, The Space Cinema Moderno, Broadway fino al Cineland Ostia. Accanto all’Auditorium sorgerà il Villaggio del Cinema, costituito da padiglioni e stand in acciaio, vetro e legno, appositamente realizzati per la manifestazione e i suoi visitatori.

La Selezione Ufficiale della Festa del Cinema ospita 44 film, con l’obiettivo di offrire qualità ed eccellenza in tutte le espressioni cinematografiche: nel cinema indipendente, nella produzione di genere, nell’opera di autori affermati, in quella di registi emergenti, nella ricerca e nella sperimentazione, nel cinema di dichiarata vocazione spettacolare, nell’animazione, nella visual art e nei documentari. Un ruolo importante sarà anche quest’anno svolto dagli Incontri Ravvicinati con autori, attori e protagonisti della cultura italiana e internazionale, dalle retrospettive e dagli omaggi. Accanto alla Festa, come sezione autonoma e parallela, Alice nella città organizzerà, secondo un proprio regolamento, una rassegna di film per ragazzi.

L’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma è prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma. Piera Detassis è il Presidente della Fondazione e del Consiglio di Amministrazione composto da Laura Delli Colli, Lorenzo Tagliavanti, Roberto Cicutto, José R. Dosal. Francesca Via è il Direttore Generale della Fondazione, Antonio Monda il Direttore Artistico della Festa del Cinema, affiancato da un comitato di selezione coordinato da Mario Sesti e composto da Richard Peña, Giovanna Fulvi, Alberto Crespi, Francesco Zippel, Valerio Carocci.

La manifestazione è promossa da Roma Capitale, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma, Regione Lazio, Fondazione Musica per Roma, Istituto Luce Cinecittà (in rappresentanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo). Il Main Partner è BNL Gruppo BNP Paribas. I Partner Istituzionali sono Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ministero dello Sviluppo Economico, ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. La Festa del Cinema si svolge con il supporto del Programma Creative Europe-Media e in collaborazione con Alice nella città, Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo e SIAE. Lo Sponsor Ufficiale è Mazda. Pino Chiodo è il Partner Tecnico per le attrezzature di proiezione (pellicola e digitale). ATAC è Eco Mobility Partner. I media partner sono Rai, Rai Movie, Rai News 24, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Getty Images.

L’IMPEGNO PER IL SOCIALE Prosegue nel 2016 l’impegno per il sociale con Telethon, Cesvi, MigrArti, Azione contro la fame. Anche quest’anno la Fondazione Cinema per Roma si mostra attenta nel garantire, per alcune delle repliche, i servizi di audiodescrizione e sottotitolazione digitale per le persone con disabilità visive o uditive. Fondazione Cinema per Roma aderisce al progetto IO CI SONO lanciato da attori, cineasti, produttori e musicisti per la costruzione, in accordo con il sindaco di Amatrice e con la Protezione Civile, della struttura stabile e polifunzionale “Sorriso”, promuovendo una raccolta di fondi nel Villaggio del Cinema.

MIA | MERCATO INTERNAZIONALE DELL’AUDIOVISIVO MIA | Mercato internazionale Audiovisivo (20-24 ottobre 2016) è un brand dell’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche (ANICA) e dell’Associazione Produttori Televisivi (APT). Ente attuatore di MIA è Fondazione Cinema per Roma. All’interno del Comitato Editoriale di MIA, le associazioni 100 Autori, ANICA, APT, Cartoon it, Italian Film Commissions, UNEFA contribuiscono a trasferire all’interno del mercato le esigenze e il knowledge sul mercato internazionale affinché MIA possa essere uno strumento flessibile ed efficace e rispondere ai bisogni attuali dell’industria italiana. MIA è prodotto con il sostegno del Ministero dello Sviluppo Economico e di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, co-finanziato dal Programma Creative Europe-Media, promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e da Luce-Cinecittà e sostenuto dalla Roma Lazio Film Commission. Tra i suoi partner, l’Hotel Boscolo Exedra, Rai Com e WCP Media Services sul progetto videolibrary. MIA è un progetto ambizioso che intende riportare l’Italia nella mappa dell’industria audiovisiva europea e globale e, allo stesso tempo, offrire ai player più attivi di tutto il mondo uno strumento efficiente di mercato.

LA CAMPAGNA PROMOZIONALE DELL’UNDICESIMA EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA L’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma celebrerà la leggerezza, la forza e la fantasia di Gene Kelly, a vent’anni dalla scomparsa. L’artista americano, che ha lasciato un segno indelebile nella storia della settima arte grazie al suo immenso talento e alla sua incredibile versatilità, sarà il protagonista della nuova campagna di comunicazione della Festa. L’immagine scelta – concessa in utilizzo dal Gene Kelly Image Trust e da Time Inc. – è uno scatto del fotografo di LIFE magazine J. R. Eyerman, che cattura un istante magico sul set di Singin’ in the Rain, durante le prove di una delle scene più memorabili del film: nel corso di una festa, Gene Kelly immagina di danzare con Cyd Charisse e la foto ritrae, con grazia e armonia, il loro incontro onirico.

IL PREMIO DEL PUBBLICO BNL Gli spettatori saranno protagonisti dell’undicesima edizione della Festa del Cinema assegnando il Premio del pubblico BNL, in collaborazione con il Main Partner della Festa, BNL Gruppo BNP Paribas. Utilizzando myCicero, l’app ufficiale della Festa del Cinema realizzata da Pluservice, e attraverso il sito www.romacinemafest.org, sarà possibile esprimere il proprio voto sui film in programma.

Tra gli eventi speciali:
RALPH FIENNES, JULIETTE BINOCHE E KRISTIN SCOTT THOMAS PRESENTANO

THE ENGLISH PATIENT / IL PAZIENTE INGLESE di Anthony Minghella, Stati Uniti, Regno Unito, 1996, 162’ Cast: Ralph Fiennes, Juliette Binoche, Willem Dafoe, Kristin Scott Thomas A vent’anni dall’uscita in sala, la Festa del Cinema celebra Il paziente inglese di Anthony Minghella, meravigliosa pellicola indipendente vincitrice di ben nove Oscar® nelle categorie più importanti, come quello per il miglior film e la miglior regia. Tratto dal romanzo omonimo di Michael Ondaatje, l’adattamento di Minghella, è la storia di un amore impossibile e struggente, che si consuma in Africa prima della seconda guerra mondiale. A raccontarla un moribondo, che ha al suo capezzale l’infermiera Hana, innamorata di lui e che lo cura dopo averlo trovato completamente sfigurato e semi carbonizzato. Un film che ha segnato la strada per altri film indipendenti ad ambire a un premio prestigioso come l’Oscar®. Si ringrazia Miramax

MICHAEL BUBLÉ PRESENTA

MICHAEL BUBLÉ – TOUR STOP 148 di Brett Sullivan, Stati Uniti, 2016, 102’ | Doc | Filmato per il grande schermo con un avvolgente audio 5.1, Michael Bublé – TOUR STOP 148 arriva al cinema solo il 25 e 26 ottobre (elenco sale su www.nexodigital.it) per raccontare la tappa n.148 di un tour eclatante, quella di Birmingham. Le esibizioni dal vivo di molti dei più grandi successi del cantautore premiati ai Grammy come Home, Haven’t Met You Yet, Cry Me A River e Feelin’ Good, si alternano ad un’esclusiva introduzione di quindici minuti in cui Bublé racconta le sue motivazioni più profonde, la sua musica e la sua esperienza di vita ‘on the road’.

ELIO E LE STORIE TESE PRESENTANO

RITMO SBILENCO – UN FILMINO SU ELIO E LE STORIE TESE di Mattia Colombo, Italia, 2016, 73’ | Doc | Il film svela il lato nascosto, quello non illuminato dalle telecamere, di una Band storica del panorama musicale italiano: non un reportage musicale, né un lavoro costruito su materiali di archivio, bensì un’istantanea di quello che oggi sono Elio e le Storie Tese, dopo quasi trent’anni di carriera. Dalla partecipazione al Festival di Sanremo al tour nei grandi palazzetti dello sport: tutto questo raccontato nel documentario attraverso un punto di vista rovesciato, quello delle persone che sono, non solo degli artisti.

GILBERT & GEORGE PRESENTANO

THE WORLD OF GILBERT & GEORGE di George Passmore e Gilbert Prousch, Regno Unito, 1981, 69’ | Doc | Restaurato a cura della Cineteca Nazionale «Essere sculture viventi è la nostra linfa, il nostro destino, la nostra avventura, il nostro disastro, la nostra vita e la nostra luce» dicono Gilbert & George, facendo del rapporto tra arte e vita la propria poetica e destinando il messaggio a tutti, senza discriminazioni intellettuali.

HONG QUAN YU YONG CHUN / SHAOLIN MARTIAL ARTS / I GIGANTI DEL KARATÉ di Cheh Chang, Hong Kong, 1974, 106’ Cast: Sheng Fu Alexander, Kuan-Chun Chi, Yi Ling Chen, Chia-Hui Liu, Man-Tzu Yuan La storia si svolge nella Cina dell’epoca dell’invasione della Manciuria. I giovani ribelli cercano rifugio al tempio di Shaolin, nel quale vengono ammessi solo i più valorosi e tenaci con l’intento di imparare le arti marziali. Il malvagio governatore, con l’aiuto di insospettabili spie infiltrate tra i monaci del tempio, decide di farlo distruggere. Dopo una lunga battaglia, il tempio verrà dato alle fiamme, ma i superstiti proseguiranno la divulgazione e l’insegnamento dell’arte del kung-fu per difendere il Paese.

INCONTRI RAVVICINATI

L’undicesima edizione della Festa del Cinema dedica ampio spazio agli incontri con registi, attori e grandi personalità del mondo della cultura.

PREMIO ALLA CARRIERA 2016 TOM HANKS
Sarà il Premio Oscar® Tom Hanks, universalmente riconosciuto come uno dei più grandi attori del cinema contemporaneo, ad essere insignito del Premio alla Carriera durante l’undicesima edizione della Festa del Cinema, che gli dedica un’ampia retrospettiva con i suoi film più significativi (sedici in tutto, compresi Music Graffiti e L’amore all’improvviso – Larry Crowne, da lui diretti). In occasione della cerimonia di premiazione, Hanks sarà protagonista di un incontro nel corso del quale verranno mostrate alcune sequenze dei suoi film preferiti e la clip di una pellicola da lui particolarmente amata. Forse il fatto di avere nelle vene il sangue di Abraham Lincoln lo ha aiutato a sognare in grande: con un antenato di tale calibro, si può davvero immaginare qualsiasi cosa, anche di diventare l’attore più amato d’America. Vincitore di due Oscar® consecutivi, uno per l’interpretazione dell’intenso Andrew Beckett in Philadelphia e l’altro per aver vestito i panni del candido Forrest Gump, Tom Hanks esordisce al cinema nel 1980 con He Knows You’re Alone ma è nell’84 con Splash – Una sirena a Manhattan e nel successivo Big, che gli vale una nomination all’Oscar®, che inizia a farsi notare. Soprannominato il moderno James Stewart per i modi gentili da perfetto uomo della porta accanto, eclettico e poliedrico senza mai essere sopra le righe, nei quasi cinquanta film di cui è stato protagonista (da Salvate il soldato Ryan a Cast Away, da Prova a prendermi a Il ponte delle spie) è riuscito a incarnare alla perfezione il volto più pulito e genuino di Hollywood. Con il sostegno dell’Ambasciata U.S.A. a Roma.

RENZO ARBORE
Conduttore televisivo, musicista, regista, attore, sceneggiatore, deejay, talent scout, è una delle personalità più interessanti e innovatrici del panorama culturale italiano. Nato a Foggia nel 1937, dimostra giovanissimo la sua passione per la musica, in particolare per il jazz, suonando nel gruppo dei Parker’s Boys. Laureatosi in giurisprudenza a Napoli, a metà degli anni Sessanta arriva a Roma iniziando a lavorare alla radio come programmatore di musica leggera alla Rai. Con la trasmissione Alto gradimento, nel 1970, basata sull’improvvisazione e sull’utilizzo al contempo intelligente e demenziale del mezzo, rivoluziona il linguaggio della radio, dando vita a un vero e proprio fenomeno di costume. Anche in TV Arbore gioca a stravolgere le regole imposte fino a quel momento e con trasmissioni come L’altra domenica (1975), Quelli della notte (1985) e Indietro tutta (1987) rinnova profondamente gli stilemi televisivi dell’epoca. Anche la settima arte diventa terreno di sperimentazione per Arbore, che nel 1980 firma la sua prima regia con Il pap’occhio nel quale raccoglie attorno a sé i protagonisti dei suoi programmi televisivi da Roberto Benigni a Diego Abatantuono e Luciano De Crescenzo, e in cui trova posto anche un cameo di Martin Scorsese. Nel 1983 firma la sua seconda regia, “FF.SS.” – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene”. Nel 1991, con lo scopo di divulgare la tradizione della canzone napoletana classica, fonda L’Orchestra Italiana con la quale continua a girare il mondo.

BERNARDO BERTOLUCCI
Classe 1941, nato a Parma e cresciuto a cinema e poesia (suo padre, il poeta Attilio, aveva fondato il cineclub della città, dove amava proiettare i film di Murnau e Ophuls), Bernardo Bertolucci è una delle voci più importanti del cinema contemporaneo. Ancora giovanissimo, conosce Pier Paolo Pasolini e diventa il suo assistente. Con lui, nel 1961, gira Accattone e l’anno seguente dirige il suo primo film da regista, La commare secca, da un soggetto dello stesso Pasolini. Osservatore attento delle avanguardie internazionali e spettatore appassionato del cinema francese (con una predilezione per Godard), Bertolucci inizia a definire la sua idea di cinema mantenendo sempre uno specifico impegno di stile e una forza espressiva del tutto personali: tra i suoi massimi capolavori Il conformista, Ultimo tango a Parigi, Novecento. Primo e unico italiano a ricevere un Oscar® per la miglior regia per L’ultimo imperatore, pellicola che si aggiudica nove Oscar® su nove nomination ricevute, ha dimostrato in più occasioni di aver saputo conciliare autorialità e produzioni ad alto budget. Premiato nel 2007 con il Leone d’oro alla carriera a Venezia e con la Palma d’oro onoraria a Cannes nel 2011, Bertolucci continua a regalarci un cinema autentico e privo di sovrastrutture, in cui personaggi incompiuti, trasgressivi e ricchi di contraddizioni, continuano a cercare il loro posto nel mondo.

LORENZO JOVANOTTI CHERUBINI In più di un’occasione la sua musica è entrata nei film: da “Muoviti, muoviti” ascoltata nella commedia Parenti serpenti di Monicelli a “Ragazzo fortunato” in Aprile di Nanni Moretti fino a “Una tribù che balla” in Un boss sotto stress di Harold Ramis. Lo scorso anno abbiamo riconosciuto la sua voce come sottofondo in una sequenza di Padri e figlie, di Gabriele Muccino, mentre il 2016 ha segnato una nuova collaborazione tra il cantautore e il regista – che già in passato aveva fruttato a Jovanotti un David di Donatello per “Baciami ancora” come miglior canzone originale – con il film L’estate addosso. Considerato uno degli artisti più originali e innovativi del pop italiano, Jovanotti sarà protagonista di un incontro con il pubblico dal titolo “Le immagini, la musica e le parole” e parlerà, per la prima volta, del suo personale viaggio nel cinema, commentando alcune sequenze di film che hanno segnato la sua vita e la sua carriera di artista. Tra videoclip innovativi che accompagnano i suoi brani, i cortometraggi e gli spettacolari effetti visivi durante i suoi concertispettacolo, risulta evidente quanto il suo rapporto con il cinema sia qualcosa di profondo e viscerale.

PAOLO CONTE | In collaborazione con Fondazione Musica per Roma “Una delle più importanti voci poetiche del nostro tempo”, così lo ha definito Vincenzo Cerami. Paolo Conte, musicista polistrumentista, cantante, paroliere, autore, avvocato e pittore, ha iniziato giovanissimo a dipingere e a scrivere musica e testi. Nato e cresciuto ad Asti in una famiglia di notai, si laurea in giurisprudenza e inizia a lavorare come assistente presso lo studio paterno. La passione per la musica, per il jazz in particolare, lo porta, parallelamente, a imparare a suonare il trombone e il vibrafono. Nel 1974 Conte decide di abbandonare la carriera forense per dedicarsi esclusivamente a quella artistica. Cantore della provincia, di storie ruvide di gente comune, ma anche di terre esotiche richiamate alla mente attraverso il jazz, la rumba o il tango (“Boogie”, “Macaco”, “Sudamerica”), i suoi testi evocano, alludono, rimandano ai tempi passati (“Bartali”, “La topolino amaranto”), racchiudono un’epoca, una situazione e la cristallizzano al di fuori dello spazio e del tempo. Prolifico autore di colonne sonore per il cinema, Conte ha composto le musiche per Tu mi turbi, la prima regia di Roberto Benigni, per due film di Lina Wertmüller, Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada e Sotto… sotto… strapazzato da anomala passione, e per il film d’animazione diretto da Enzo D’Alò, La freccia azzurra. Una vita vissuta a tempo di jazz e di swing, di melodie raffinate dal respiro internazionale e di testi poetici e ironici, eccentrici e maliardi. Conducono Ernesto Assante, Gino Castaldo e Mario Sesti.

DON DELILLO
Scrittore, saggista, drammaturgo e sceneggiatore statunitense, dopo la laurea in Arte e comunicazione (alla Fordham University), inizia a lavorare come pubblicitario e a interessarsi al jazz e alla scrittura. Nel 1971 pubblica il suo primo romanzo, “Americana”, cui seguono “End Zone”, “Great Jones Street”, “Ratner’s Star” e, nel 1997, quello universalmente riconosciuto come il suo capolavoro, “Underworld”. Figura centrale della narrativa postmoderna americana, DeLillo è un brillante e acuto osservatore delle trasformazioni che attraversano la società statunitense, dei suoi eccessi e delle sue distorsioni. Autore raffinato e sensibile, ha affrontato negli anni un vasto numero di argomenti quali la guerra fredda, il jazz, il consumismo, l’onnipresenza della tv, la disintegrazione della famiglia moderna, il terrorismo. Nel 2012 David Cronenberg è riuscito nell’impresa di trasformare in film uno dei suoi romanzi considerato infilmabile: Cosmopolis, apologo oscuro e surreale sul nuovo millennio alle porte, con protagonista Robert Pattinson. Poco propenso alle interviste e alla visibilità mediatica (anche per questo riuscire a incontrarlo risulta un vero privilegio), DeLillo è un virtuoso della lingua, che utilizza in modo ora ironico ora epico, regalando a ogni suo scritto numerosi livelli di lettura. Nel corso dell’incontro racconterà del rapporto fra cinema e letteratura e della sua passione per Michelangelo Antonioni.

GILBERT & GEORGE
George, nato nel Devon in Inghilterra nel 1942, e Gilbert, nato a San Martino in Badia sulle Dolomiti nel 1943, s’incontrano mentre studiano scultura alla St. Martin’s School of Art di Londra. Un giorno, mentre si scattano foto a vicenda con alcune statue, hanno l’intuizione di poter fare a meno di tutto e che la loro presenza come sculture viventi all’interno dell’immagine è più efficace di qualsiasi altro prodotto. Quando G&G iniziano la carriera, il mondo dell’arte è diviso tra pop, minimal e concettuale. La strada che intraprendono è completamente diversa ed estremamente personale: l’interazione col mondo è più importante dell’oggetto d’arte in sé. L’obiettivo è un’arte per tutti – Art For All -, con mezzi e figurazioni radicati nella realtà contemporanea e che affronta in maniera diretta e anticonvenzionale, tematiche politiche, religiose ed erotiche. Per il loro lavoro hanno ricevuto il premio Turner della Tate Gallery di Londra nel 1986 e nel 2005 hanno rappresentato il Regno Unito alla Biennale di Venezia. Gilbert & George incontreranno il pubblico della Festa del Cinema di Roma e in questa occasione presenteranno il film I giganti del karaté di Chang Cheh e il documentario The World of Gilbert&George restaurato dal CSC/Cineteca Nazionale.

DANIEL LIBESKIND
Teorico dell’architettura e artista nel senso più ampio del termine, Daniel Libeskind è uno dei principali esponenti dell’architettura decostruttivista. Di famiglia ebraica, dopo essersi trasferito per qualche tempo in Israele, dove ha studiato musica, si è laureato in architettura alla Cooper Union di New York e ha proseguito la propria formazione in Gran Bretagna. Ha quindi insegnato negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone. Fra le sue realizzazioni più importanti il Jüdisches Museum di Berlino (1998), il policromatico Grand Canal Square di Dublino e il Royal Ontario Museum di Toronto (struttura futuristica composta da cinque volumi intersecati tra loro, accostata all’antico edificio museale ottocentesco). Nel 2003 si è aggiudicato il progetto per la ricostruzione del World Trade Center di New York. Per Libeskind il segreto della creatività va ricercato in un animo e in una mente aperti a suggerimenti e influenze che arrivano da ogni minimo stimolo esterno. I suoi progetti, caratterizzati da volumi spesso quadrati, linee spezzate e forme spigolose, nascono da un ascolto profondo e sentito della realtà e creano un contrasto di stili, epoche ed elementi architettonici particolarmente suggestivo e fuori dal comune. Libeskind discuterà del rapporto tra la settima arte e l’architettura e del suo amore per il cinema di Paolo Sorrentino. Con il sostegno dell’Ambasciata U.S.A. a Roma.

DAVID MAMET
Autore teatrale, attore, sceneggiatore, scrittore, saggista, regista e produttore, David Mamet è una delle menti più versatili e poliedriche del nostro tempo. Artista polimorfo oltre che scrittore prolifico, inizia la sua carriera nel teatro (è uno dei fondatori dell’Atlantic Theater Company), dove esordisce come commediografo nel 1974 con “Sexual Perversity in Chicago”. Col tempo si afferma come uno dei maggiori autori teatrali americani contemporanei con testi come “American Buffalo” (1976), “Glengarry Glen Ross” (vincitore del Premio Pulitzer nel 1984, poi divenuto film per la regia di James Foley) e “Oleanna”. Nei primi anni Ottanta Mamet si avvicina al cinema, scrivendo le sceneggiature de Il postino suona sempre due volte, Gli intoccabili, Il verdetto e Sesso & potere, solo per citarne alcuni. Tra i suoi film da regista, House of Games, Homicide, Oleanna, Hollywood, Vermont e Redbelt. Attratto da ogni possibile declinazione del mistero e dall’eterno conflitto tra verità e menzogna, leitmotiv di quasi tutte le sue opere, Mamet è noto per far parlare i suoi personaggi con un’immediatezza e una fedeltà al gergo della strada tali che nel tempo sono divenute la cifra più riconoscibile della sua espressione artistica. Con il sostegno dell’Ambasciata U.S.A. a Roma.

Mercoledì 19 ottobre, alle ore 15, Luca Barbareschi direttore dell’Eliseo ospita David Mamet per un incontro con gli studenti dell’Università La Sapienza e il pubblico del teatro, che ha inaugurato la stagione con due opere del grande drammaturgo: “Americani” e “American Buffalo”, con la regia rispettivamente di Sergio Rubini e Marco D’Amore. Interviene Andrea Minuz.

VIGGO MORTENSEN
Nato a Manhattan da padre danese e madre americana, Viggo Mortensen cresce tra Venezuela, Argentina, Danimarca e Stati Uniti. Il suo primo ruolo al cinema arriva nel 1985, con Witness – Il testimone di Peter Weir: da quel momento la sua carriera decolla. Nel 1991 è in Lupo Solitario di Sean Penn, due anni dopo recita con Al Pacino in Carlito’s Way e nel 1995 è al fianco di Denzel Washington e Gene Hackman in Allarme rosso di Tony Scott. La consacrazione, però, arriva grazie alla trilogia de Il Signore degli anelli, diretta da Peter Jackson. Negli anni 2000 il sodalizio con David Cronenberg gli regala altri ruoli memorabili: il ristoratore dalla doppia identità di A History of Violence, l’imperturbabile autista Nikolai Luzhin de La promessa dell’assassino (per il quale nel 2008 ottiene la candidatura all’Oscar® come miglior attore) e il padre della psicoanalisi, Freud, di A Dangerous Method. Nel 2009 è protagonista di un altro successo, The Road, adattamento del romanzo di Cormac McCarthy. Parallelamente all’attività cinematografica, Mortensen coltiva la sua passione per l’arte a tutto tondo. Pittore, poeta, musicista e fotografo, è anche un eccellente poliglotta: parla fluentemente inglese, danese, spagnolo, norvegese, svedese, francese e se la cava bene anche con l’italiano. Il pubblico della Festa di Roma potrà incontrarlo in occasione della presentazione di Captain Fantastic, pellicola di Matt Ross in cui interpreta un uomo che tenta di reintegrarsi nella società dopo aver vissuto in isolamento con la sua famiglia per oltre un decennio.

OLIVER STONE
Tra le figure più interessanti e controverse del panorama cinematografico internazionale, il regista newyorkese ha fatto della rappresentazione del potere e della critica, spesso feroce, alla società americana la summa del suo cinema, scegliendo per i suoi film storie “scomode”, di denuncia soprattutto nei confronti della politica statunitense. Sceneggiatore e produttore, oltre che regista e, sporadicamente, comparsa in piccoli camei all’interno delle sue pellicole, il tre volte premio Oscar® (per Platoon, Nato il quattro luglio, e per la sceneggiatura di Fuga di mezzanotte) sarà il protagonista di uno degli incontri della Festa. Nel corso dell’evento, l’autore newyorkese, che ha firmato film indimenticabili come JFK – Un caso ancora aperto, Assassini nati – Natural Born Killers, Ogni maledetta domenica, Wall Street – Il denaro non dorme mai, parlerà di politica statunitense, a ridosso delle elezioni presidenziali. Alla Festa, Stone presenterà anche il suo ultimo film, Snowden, incentrato sulla storia del tecnico della NSA (National Security Agency) che nel 2012 rese note al pubblico informazioni top-secret sul programma di intercettazioni e sorveglianza operate illegalmente negli Stati Uniti, causando un terremoto nell’intelligence internazionale e nell’opinione pubblica.

MERYL STREEP
Voleva fare la soprano, Mary Louise Streep. Poi, fortunatamente, mentre era al college, si è iscritta a un corso di recitazione. Ora sul suo caminetto campeggiano tre Premi Oscar® (vinti per le interpretazioni per Kramer contro Kramer, La scelta di Sophie e The Iron Lady) e si è guadagnata di diritto lo scettro di Signora del cinema, con il suo impegno per l’arte, l’ironia e l’eleganza che le sono proprie. Una cinquantina di film al suo attivo in quarant’anni di carriera priva di passi falsi, durante i quali ha interpretato ogni genere di personaggio: dalla timida e delicata Linda ne Il cacciatore di Michael Cimino, alla combattiva Joanna Kramer, al fianco di Dustin Hoffman, in Kramer contro Kramer, dalla madre coraggio ossessionata dal rimorso nel toccante La scelta di Sophie, alla casalinga innamorata di Clint Eastwood ne I ponti di Madison County. Se nella prima parte della sua carriera, Streep ha interpretato soprattutto ruoli drammatici, è dagli anni Ottanta in poi che riesce a far emergere anche la parte più comica del suo talento, interpretando personaggi brillanti in commedie di successo quali La morte ti fa bella, Il diavolo veste Prada, Mamma Mia!. Nell’incontro, Streep parlerà agli spettatori delle grandi attrici italiane che l’hanno influenzata, Silvana Mangano e Anna Magnani su tutte. Con il sostegno dell’Ambasciata U.S.A. a Roma.

ANDRZEJ WAJDA
È uno dei più grandi maestri del cinema mondiale e una voce imprescindibile della cinematografia dell’Est Europa nel periodo del disgelo seguito alla morte di Stalin. Attraverso un itinerario artistico iniziato sessanta anni fa, lungo il quale ha ricevuto un Oscar® Onorario nel 2000 ed un Orso d’Oro alla Carriera sei anni più tardi, Waida ha costruito una filmografia che è arrivata a fondersi con la storia moderna della Polonia, riflettendo costantemente sul rapporto tra libertà ed espressione artistica. La Festa del Cinema gli rende omaggio con la presentazione in Selezione Ufficiale del suo nuovo film, Powidoki (Afterimage), e con un incontro con il pubblico. Molti i suoi capolavori, quali Cenere e Diamanti, Danton e L’uomo di ferro, Palma d’Oro a Cannes nel 1981, ai quali si aggiungono La terra della grande promessa, Le signorine di Wilko e Katyń, nominati all’ Oscar® per il miglior film straniero. Powidoki (Afterimage) racconta in modo struggente il rapporto tra dittatura e arte, narrando la tragica sorte di Władysław Strzemiński, una figura eroica dell’arte moderna. È il più recente tassello di una produzione artistica che può essere letta come un gigantesco e coerente affresco, in cui elementi quali l’inquietudine esistenziale e i turbamenti di un popolo si sono trasformati in strumento per la comprensione della realtà sociale e dell’analisi storica. Conducono Richard Peña e Mario Sesti.

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