“La pazza gioia” di Paolo Virzì

LPG_16_0004Dopo “Il Capitale Umano” Paolo Virzì torna al cinema con “La Pazza Gioia” in cui affronta il tema del disturbo mentale attraverso una storia emozionante, delicata e a tratti tragicomica. Il film, che sarà presentato a Cannes il 14 maggio, esce nelle sale cinematografiche il 18 maggio distribuito da 01 Rai Cinema in collaborazione con Leone Film Group. Interpretato magistralmente da Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti insieme con Valentina Carnelutti, Anna Galiena, Marco Messeri, Tommaso Ragno e Sergio Albelli, racconta la storia di due donne. Beatrice Morandini Valdirana (Tedeschi) è una chiacchierona istrionica che ama stare al centro dell’attenzione, al contrario c’è Donatella Morelli (Ramazzotti) una giovane donna tatuata, silenziosa con un segreto doloroso nel cuore. Entrambe sono ospiti di una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali, dove sono sottoposte a misure di sicurezza. Due donne completamente diverse unite da un’imprevedibile amicizia alla perenne ricerca della felicità.

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LPG_07_0020Virzì com’è nata l’idea di questo film?

“Mi piaceva affrontare il tema dei disturbi mentali. Avevamo tra le mano una dozzina di pagine di soggetto con protagoniste due pazienti psichiatriche dai caratteri opposti e insieme con Francesca Archibugi che ha scritto la sceneggiatura con me, abbiamo deciso di proseguire su questa strada cominciando col rompere le scatole a psichiatri e psicoterapeuti veri, dei quali avevamo adocchiato libri ed articoli, in libreria, sulle riviste, nei blog. Abbiamo chiesto loro di accompagnarci nel mondo delle strutture cliniche, delle loro storie di terapie”.

Beatrice e Donatella sono le due protagoniste del suo film, interpretate magnificamente da Valeria Bruni Tedeschi e da Micaela Ramazzotti. Com’è arrivato a questa scelta?

“Micaela e Valeria sono due muse che amo catturare con la cinepresa. La loro scelta è nata per caso. Eravamo sul set de “Il Capitale Umano” e Micaela era venuta in visita, il giorno del mio compleanno. Valeria prese per mano Micaela per condurla verso il tendone del catering, la prima zompettava sui tacchi coprendosi dal freddo con un piumino, la seconda le arrancava dietro con un mix di fiducia e di sgomento. In quel momento ho capito che era la coppia perfetta per questo film.”

LPG_23-24-25_025Cosa l’ha colpita maggiormente di Beatrice e Donatella?

“La loro fragilità dimostrata in due modi completamente opposti. Quando scrivo un film mi incuriosiscono maggiormente le donne problematiche rispetto a quella virtuose”.

“La Pazza Gioia” si puo’ definire una commedia avventurosa?

“Assolutamente sì. Volevamo che fosse una commedia, divertente ed umana. Una sorta di fiaba realistica non campata in aria.  Ci interessava raccontare l’ingiustizia, la sopraffazione, il martirio di persone fragili, di donne stigmatizzate, disprezzate, condannate, recluse”.

LPG_86_128Come nel suo film “La prima cosa bella” anche nella sua ultima pellicola, i sentimenti principali sono la gioia e il dolore.

“E’ vero. Sono due sentimenti che hanno un confine incerto e che spesso vengono scambiati per pazzia, quando in realtà è semplicemente una profonda sofferenza. Ognuno di noi è toccato dalla tristezza e dall’infelicità. Bisogna avere paura di chi ha paura della pazzia, non il contrario”.

Il 14 maggio sarà a Cannes con il suo film. E’ emozionato?

“E’ un grande onore per me essere alla Quinzaine. Il film era pronto ad uscire il 3 marzo, erano già state stampate le locandine e le pubblicità. A fine gennaio, invece, mi arriva una commuovente lettera dal Festival di Cannes a cui non avrei mai potuto dire di no. Quel Festival è una calamita per noi cineasti”.

 

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