Intervista a Tim Burton: “Vi racconto il mio mondo visionario”

DF-12584 - The residents of MISS PEREGRINE’S HOME FOR PECULIAR CHILDREN ready themselves for an epic battle against powerful and dark forces. Left to right: Enoch (Finlay Macmillan), Emma (Ella Purnell), Jake (Asa Butterfield), Hugh (Milo Parker), Bronwyn (Pixie Davies), the twins (Thomas and Joseph Odwell), Claire (Raffiella Chapman), Fiona (Georgia Pemberton), Horace (Hayden Keeler-Stone), Olive (Lauren McCrostie), and Millard (Cameron King). Photo Credit: Jay Maidment.

miss-peregrine_cmpa_1shtUn luogo pieno di ragazzi “Speciali”. Questo è l’argomento trattato da Tim Burton nel suo ultimo film “Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali”, tratto dall’omonimo libro di Ramson Riggs, in uscita il 15 dicembre distribuito dalla 20th Century Fox. Il film è interpretato da Eva Green, Asa Butterfield, Samuel L. Jackson, Judi Dench, Ella Purnell,Finlay MacMillan, Lauren McCrostie, Terence Stamp.

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Un viaggio magico che Burton descrive come solo lui sa fare. In quella casa dove tutto è possibile troviamo bambini con un segno particolare: c’è l’evocatrice del fuoco, la ragazza leggera come una piuma, il bambino invisibile, la manipolatrice delle piante, la bambina con una forza fuori dal comune, il giovane che comanda lo sciame d’api che vive dentro il suo corpo, il giovanotto che ama far rinascere persone e oggetti, il bambino che guarda il futuro attraverso i sogni e poi c’è lei, Miss Peregrine che manipola il tempo e si trasforma in un bellissimo uccello blu. Protagonista della storia è Jake un adolescente molto legato a suo nonno e alle fantastiche storie da lui raccontate.

Sulle tracce di alcuni indizi collegati a un mistero che attraversa epoche diverse e realtà alternative, Jake scopre, grazie ai racconti del nonno, un rifugio segreto noto come “Casa dei ragazzi speciali di Miss Peregrine”. Approfondendo la conoscenza delle persone che vi abitano e scoprendone le insolite abilità, il ragazzo si rende conto che la sicurezza è un’illusione e il pericolo è in agguato sotto forma di potenti nemici nascosti. Jake deve capire non solo che cosa è reale e di chi può fidarsi, ma anche chi è lui veramente.

Mister Burton cosa l’ha spinta a realizzare questo film?

“Non conoscevo il libro ma già il titolo mi ha colpito e incuriosito. Mi ha rievocato la mia infanzia e ho provato subito un forte legame con Jake, il protagonista. Un ragazzo che si sente sempre fuori luogo”.

Come reputa i “bambini speciali” descritti nel suo film?

“Sono dei bambini normali che vivono la stessa situazione che ho vissuto io alla loro età. Anche io mi sentivo normale anche se amavo i mostri”.

Che tipo di mostri le piacevano?

“Quelli giapponesi e li amo tutt’ora. Spesso quando mi accusano di questa passione rispondo loro: “guardate quello che ha fatto Mario Bava”. Se volete vedere dei mostri reali, invece, basta accendere tutti i giorni i tg, la realtà è sempre più fantastica della fantasia!”

Non si è mai sentito un po’ speciale?

“A volte sì. Sono cresciuto in un luogo dove la cultura divide le persone per categoria. Ho avuto un’insegnante d’arte che mi ha spinto ad essere me stesso, incoraggiandomi ogni giorno a mostrare il mio lato speciale e creativo”.

Parliamo della scelta degli attori.

“Non ho avuto alcun dubbio sulla scelta di Eva. Aveva le caratteristiche perfette per il ruolo: è bella, malinconica, forte, proprio come le star del cinema muto. Per me gli attori devono essere in grado di comunicare anche solo con la loro presenza. Per quanto riguarda la scelta dei bambini, volevo che avessero qualcosa di peculiare, che si sentissero fuori luogo proprio come mi sentivo io da piccolo”.

Cosa le manca della sua infanzia?

“La magia. I bambini hanno quella magia unica, poi purtroppo crescendo si perde. Spesso vorrei guardare il cielo nello stesso modo in cui lo guardavo da piccolo. Stupito”.

Come reputa i giovani di oggi?

“Oggi tutti possono fare e dire qualsiasi cosa grazie ai Social. C’è una sorta di bullismo gratuito che mi infastidisce molto. I ragazzi di oggi non si godono la vita come dovrebbero perché tutto gira intorno alla tecnologia. Smartphone, computer, iPad ecc diventano i protagonisti della loro vita”.

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