Intervista a Tom Hanks: “Lavorerei con Roberto Benigni, insieme saremmo fortissimi”

img_6925Ci ha fatto ridere, commuovere, sognare, riflettere. Oggi il Premio Oscar Tom Hanks ci ha mostrato anche il suo lato più ironico. Una lunga carriera fatta di grandi successi: da “Big” a “Insonnia d’amore”, da “Philadelphia” a “Forrest Gump”, da “Apollo 13” a “Il miglio verde”. La sua carriera è stata un susseguirsi di successi e, tra gli ultimi lavori non possiamo dimenticare “Il Codice Da Vinci” e “Angeli e Demoni”. Giunto nella Capitale dopo la Première fiorentina di “Inferno”, è approdato alla Festa del Cinema di Roma per ritirare il Premio alla Carriera consegnatogli da Claudia Cardinale e, durante la conferenza stampa, ha affrontato numerosi argomenti sia su temi “scottanti” come la politica, sia sulla sua carriera.

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Hanks, se potesse tornare indietro rifarebbe tutto quello che ha fatto?

“Secondo la filosofia non bisogna mai guardarsi indietro. Rivedendo i miei film mi rendo conto di avere una carriera longeva e sono un uomo fortunato. Ogni film è un’avventura e una grande esperienza.”

Non ha nessun rimpianto?

“Non mi sono mai detto:  “che stupido sono stato per non aver scelto un determinato film.” C’è sempre un perché se non viene fatto. A volte è facile dire di sì: ti pagano bene, puoi baciare una bella ragazza, puoi fare la parte di un duro, venire a Roma o magari lavorare con un regista che ammiri. Ma a volte non bastano queste cose, ci sono degli aspetti di un film che non ti interessano, che non ti fanno appassionare completamente. In quel caso devi dire di no perchè non funzionerebbe.”

Nella sua lunga carriera è difficile trovare un film in cui ha interpretato il “cattivo”, è una sua scelta?

“Ho un certo modo di porgermi che può funzionare anche in un ruolo da cattivo. Ma non amo fare il classico cattivo, a me piacciono i film in cui i ruoli del protagonista e dell’antagonista hanno una base valida. Mi piace vedere la differenza tra il buono e  il cattivo.”

Quale aspetto le interessa maggiormente nella scelta di un film?

“Nella scelta di un film non mi baso su chi è il regista e il cast, quello che mi interessa di più è studiare la condizione umana.”

Spesso si corre il rischio di restare intrappolato in un personaggio. A lei è capitato?

Il rischio di restare nei panni di un personaggio è alto, in realtà questo è uno dei motivi per cui dico di no spesso.Ad esempio Sophia Loren è stata Sophia Loren in ogni suo film perché incarnava perfettamente ogni suo personaggio. Lo spettatore quando esce dalla sala deve rendersi conto di aver visto qualcosa di inaspettato, qualcosa di nuovo e non visto e rivisto.”

Lei non è solo attore ma anche un grande produttore. Qual è la differenza tra questi due mestieri?

“Un attore deve fare solo il suo lavoro, non deve fare nessuna telefonata, mangia gratis, può dire di essere stanco. Il produttore invece deve telefonare e pregare che quel qualcuno ti aiuti a fare quello che non vorrebbe fare. Come produttore mi posso alleare con persone in gamba che possono aiutarmi a mettere in atto un grande progetto. Ma è un mestiere decisamente più difficile rispetto a recitare.”

C’è un italiano con cui le piacerebe lavorare?

” Lavorerei con Roberto Benigni, saremmo fortissimi insieme. Mi piace la sua ironia. Conosco bene il cinema italiano, amo film come “La strada” e “Otto e mezzo”, li reputo dei capolavori.”

Lei è anche un nonno. Che rapporto ha con i suoi nipoti? Sanno chi è il loro nonno?

“I miei nipoti non sanno nulla del mio mestiere. Sanno solo che sono quella cosa che ogni tanto che appare in tv. Cerco di convincerli che sono un uomo importante ma a loro non interessa. Amo giocare con loro e farli volare. Sono più divertenti di Fellini!”

Parliamo di politica. Cosa ne pensa degli Stati Uniti e delle imminenti elezioni?

Nel mio Paese non posso dire cosa sta succedendo, ma di sicuro attualmente c’è in atto il festival della confusione, il “crap fest”. Ogni volta che ci sono le elezioni diventa un circo.  L’ansia e il timore salgono per l’ardua scelta. Il futuro è misterioso e incerto, sembra di avere problemi irrisolvibili. Quando un italiano mi chiede: “Perchè in Usa c’è Trump? Io rispondo: “Perchè in Italia c’è Berlusconi?”

 

 

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