Intervista a Valentina Carnelutti: “Dopo la pazza gioia di Paolo Virzì divisa tra teatro, cinema e televisione”

valentina carneluttiL’abbiamo vista ultimamente interpretare il personaggio di Fiamma ne “La pazza gioia” di Paolo Virzì, ma Valentina Carnelutti è molto altro. Da sempre divisa tra teatro, cinema e televisione, ha debuttato da poco dietro la macchina da presa con il suo cortrometraggio “ReCuiem” che ha riscosso non solo numerosi premi ma anche un grande successo. Oggi Valentina Carnelutti è la madrina del Festival Animavì che si è svolto in questi giorni a Pergola e che terminerà domani 17 luglio.

Segnala a Zazoom - Blog Directory

Dal successo ottenuto con La Pazza Gioia a ospite d’onore e Madrina della prima edizione di Animavì. Cosa l’ha spinta ad accettare questo ruolo così importante?

È vero, è importante questo ruolo di madrina, e ora posso dirlo con ancora più chiarezza, perché ne ho fatto esperienza. Animavì è un festival nato a partire da un desiderio purissimo, di condividere vita e cultura, poesia e arte, attraverso il cinema di animazione, sì, ma prima ancora attraverso la complicità tra persone che si occupano di un bene comune, anziché occuparsi di loro stesse. È a partire da qui che ho deciso di partecipare, dall’incontro con Simone Massi e Julia Gromskaya che portano la loro creatività come un seme e la fanno germogliare in un territorio che rendono accessibile a tutti.

Nella parola ‘festival’ è contenuta la parola ‘festa’: assistere alla nascita di Animavì è stata una festa vera! Ho promesso di esserci come testimone e sostenitrice negli anni a venire, come immagino una madrina faccia per una creatura appena venuta al mondo, e sono onorata di avere questo ruolo.

Al Festival ha portato il suo cortometraggio ReCuiem (già vincitore di numerosi premi), suo esordio alla regia di finzione. Di cosa parla?

ReCuiem è un film che parla della vita e della morte, di come non si possa fare a meno dell’una e dell’altra, di come sia possibile considerarle salvaguardando la felicità, i colori, la tenerezza. È la storia di due bambini e della loro mamma che una mattina dorme e dorme e dorme… 

Una scena di ReCuiem di Valentina Carnelutti
Una scena di ReCuiem di Valentina Carnelutti

Preferisce stare dietro o davanti la macchina da presa?

Non ho una preferenza. Sono un’attrice, è il mio mestiere e la mia passione da sempre. Ma dirigere il mio film (e il videoclip e il documentario Melkam Zena) mi è piaciuto molto. Sono posizioni diverse, accomunate da una necessità profonda: quella di raccontare storie creando empatia, perché altri possano incontrare e conoscere parti di esistenza alle quali altrimenti non avrebbero accesso, per generare curiosità e forse scatenare desideri sani. Per questo cerco di fare attenzione a cosa interpreto, a cosa racconto e a come racconto. La regia per me è strettamente legata alla produzione, ho prodotto io stessa i miei lavori per poterne rispettare i contenuti senza concessioni.  Quel che conta è il percorso, il tempo in cui si fanno le cose, se è un tempo sano e felice, attento ai collaboratori, allora non conta il risultato, perché il risultato è già avvenuto!

Dove la vedremo prossimamente?

Saltabecco per l’Italia presentando La pazza gioia di Paolo Virzì nelle arene estive, portando il monologo Non ho altro da aggiungere,  che ho scritto con Lorenzo Declich nelle piazze di piccoli festival, farò una lettura al festival di Santarcangelo da Cinque pezzi difficili, ho appena finito di girare la serie Amore pensaci tu, che andrà in onda l’anno prossimo, così come la serie sui Medici prodotta dalla Rai, e aspetto l’uscita del film Lasciati andare, di Francesco Amato. 

Loading...

Commenta per primo

Lascia un commento

Follow by Email
Twitter
Visit Us
Follow Me
LinkedIn
Share
Instagram