Al di là del cinema...

“La Bellezza Ritrovata” una splendida mostra a Roma fino al 26 novembre

Giovan Antonio Bazzi detto il Sodoma, San Benedetto e monaca in preghiera, pittura olio su tavola sec. XVI, Museo Nazionale San Matteo di Pisa

Ideata e organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura, di cui è presidente Giuseppe Lepore, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, la mostra “La Bellezza ritrovata”, resterà esposta ai Musei Capitolini Palazzo del Conservatori al Campidoglio fino al 26 novembre ( 9,30- 19,30 ).  Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale- Sovrintendenza Capitolina dei Beni Culturali , è assolutamente da non perdere.

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Un successo annunciato che, dopo un solo giorno di apertura, ha già visto l’interesse di centinaia di persone. “Quando ci sono questi riscontri”- ammette il presidente Lepore – “il nostro impegno ci spinge sempre di più  a valorizzare il lavoro delle istituzioni. Abbiamo fatto venti edizioni di queste mostre con oggetti e quadri  recuperati  dai Carabinieri a seguito di furti e siamo orgogliosi di confermare che continuiamo a credere nell’impegno delle istituzioni. Spero, ha aggiunto – “che in futuro anche  tanti altri  giovani si appassionino all’arte. L’Italia  è ricca di cultura”.

L’esposizione è costituita da tre sezioni: la prima, come già annunciato, riguarda le opere recuperate a seguito di furti. In mostra alcuni dipinti di proprietà del Museo Nazionale San Matteo di Pisa, recuperate dai CC del Nucleo  Tutela Patrimonio  Culturale di Firenze nel 2014 , dopo una difficile indagine iniziata nello stesso anno in Olanda. La storia è incredibile: le opere erano state affidate nel 2002  a un restauratore toscano, per sanare il loro precario stato di conservazione. Risultato? Erano scomparse! Ma la denuncia della Direzione del Museo ha messo subito in moto la macchina della giustizia. Le indagini dei Carabinieri hanno accertato  che le opere erano state vendute nel corso degli anni dallo stesso restauratore a commercianti compiacenti e successivamente rivendute a società internazionali.   Stessa fine aveva fatto l’olio su tavola fondo oro raffigurante “L’Addolorata”, di Quentin  Metsys, che dopo essere arrivato ad un antiquario di Lucca e subito dopo in una società svizzera che lo ha proposta in vendita, nella Mostra Mercato di  Maastricht a tre milioni di euro, ha fatto un giro rocambolesco che ha  portato gli investigatori  in Grecia, presso un deposito di stoccaggio di opere d’arte.

Giuseppe Ghezzi, Sacra Famiglia olio su tela, Ascoli Piceno, Chiesa di Sant’Angelo Magno in deposito presso il Forte Malatesta

“Recuperare un tassello della nostra cultura è importante”, ha dichiarato il Colonnello Alberto Deregibus,  vice Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – “la nostra attività negli ultimi anni è aumentata, ma abbiamo anche più possibilità di recuperare. Abbiamo fatto dei protocolli d’intesa con gli Stati Uniti e la Svizzera, ci sono pezzi straordinari che mancano all’appello.” Alla domanda: quel è l’opera d’arte che manca da tempo, ma che continuerà a cercare, non mollando mai la presa? Risponde: “Sono due capolavori ricercati in tutto il mondo:  La Natività del Caravaggio, rubata nel ’69 a Palermo, e “La Madonna con il Bambino” del Bellini, rubata a  Venezia. Le indagini non si fermano mai, speriamo  di riportarli a casa”.  La seconda sezione riguarda le opere salvate dalle zone terremotate dell’Italia Centrale. Si tratta di capolavori della rete museale dei Musei Sistini del Piceno e di un dipinto della Chiesa di Sant’Angelo  Magno di Ascoli. La terza sezione, punta ai danni provocati dalle guerre. Un esempio? La cattedrale di Benevento colpita dalle bombe degli alleati nel ’43. Anche allora si tentò di mettere in salvo il patrimonio, che fu accatastato e poi dimenticato. Ma terminati i bombardamenti furono tratti in salvo i preziosi arredi liturgici e parte del cosiddetto Tesoro del Cardinale Orsini, arcivescovo di Benevento  che in seguito divenne Papa con il nome di Benedetto XIII. Una Mostra organizzata nei minimi dettagli.

Un  ringraziamento va anche all’ufficio stampa del Centro Europeo per il Turismo e Cultura, Franco Cavallaro. Un grande giornalista, e una persona straordinaria. Sempre attento, leale e bravo nel suo lavoro. Uno che, come pochi, l’arte  la ama e la considera parte della sua vita.

 

 

 

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