Intervista a Rocco Papaleo: "Vi parlo del mio Prete un po' sopra le righe" | Al di là del cinema...
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Intervista a Rocco Papaleo: “Vi parlo del mio Prete un po’ sopra le righe”

imageE’ un’attore poliedrico, ironico e di una semplicità unica. Stiamo parlando di Rocco Papaleo, classe ’58, attore, regista, sceneggiatore e musicista di successo.  Diventato celebre nel film di Leonardo Pieraccioni “I Laureati’, Papaleo vanta numerosi successi cinematografici tra cui: “Ferie d’agosto” di Paolo Virzì, “Viola bacia tutti” di Giovanni Veronesi, “Del perduto amore” di Michele Placido, “Cado dalle nubi” di Gennaro Nunziante e tanti altri. Passa alla regia nel 2010 con il gran successo di “Basilicata Coast to Coast” per poi firmare anche “Una piccola impresa meridionale” e “Onda su onda”, suo ultimo lavoro. Ma Papaleo è anche molto altro. Nato a teatro nel 1985 con lo spettacolo “Sussurri rapidi” di Salvatore Di Mattia, riscuote un grande successo anche sul piccolo schermo nel varietà di canale 5 “Ewiva”, per non dimenticare la 62esima edizione del Festival di Sanremo 2012 in cui Papaleo ha fatto da spalla a Gianni Morandi e ha fatto divertire tutti con la canzone de “La Foca”. Oggi Papaleo torna sul grande schermo con “Orecchie” un film dai toni tragicomici diretto da Alessandro Aronadio e interpretato anche da Daniele Parisi, Silvia D’Amico, Pamela Villoresi, Piera Degli Esposti, Massimo Wertmüller e Milena Vukotic. Il film sarà presentato alla 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Biennale College Cinema. La pellicola, girata interamente in bianco e nero parla di un uomo (Parisi) che si sveglia una mattina con un forte fischio alle orecchie e trova un messaggio scritto della fidanzata in cui gli annuncia la morte del suo caro amico Luigi e gli lascia tutte le indicazioni per andare al funerale. L’unico problema è che il protagonista non ricorda proprio chi possa essere questo Luigi. Inizia così una giornata all’insegna della follia umana che aiuterà, però, il protagonista ad aprire gli occhi sulla vita.

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imageAl di là del cinema ha intervistato Rocco Papaleo che ci ha raccontato il suo personaggio sopra le righe e ha parlato anche delle sue esperienze di attore e regista e i suoi sogni futuri.

Papaleo nel film “Orecchie” si affronta il tema della difficoltà del vivere. Secondo lei quanto è difficile stare al mondo oggi?

“Mi sembra sempre più difficile stare al mondo. Oggi la crisi dei punti di vista e dei valori ha determinato un’incertezza globale. Si fa fatica a capire in che direzione andare”.

Il suo ruolo nel film è quello di un Prete un po’ sopra le righe che beve Vodka e afferma: “Se non ci fosse la paura, sarei un disoccupato”.

“Sì, è vero. Sono un Prete decisamente disincantato e fin troppo realista. Volevo raccontare la caduta delle certezze consolidate, come quelle della religione stessa. Il suo approccio con la Bibbia mi divertiva, l’ho trovato molto lancinante. Spero di averlo descritto nel migliore dei modi”.

Con il regista Alessandro Aronadio aveva già lavorato in passato, vero?

“Sì. Ho già lavorato con Alessandro nel suo primo film “Due vite per caso” e del suo modo di lavorare mi ha sempre colpito il linguaggio e la sua ricerca particolare delle cose”.

imageCambiamo discorso. C’è un nuovo progetto da regista?

“Ci sto pensando. “Onda su onda” non è andato come speravo e ciò mi ha posto dei quesiti. Ho varie idee per la testa ma voglio capire se si possono mettere in atto o meno. I film al giorno d’oggi sono molto costosi e solo con una buona idea si può investire. Ho la fortuna, però, di essere anche altro e al momento mi sto dedicando specialmente al teatro dove riesco ad esprimermi esattamente come desidero”.

imageIl teatro, infatti, è improvvisazione e riesce a creare un’alchimia particolare con il pubblico…

“Ha ragione. E’ proprio così. C’è anche un dinamismo che ti permette di correggere un errore in corsa”.

La sua tournée teatrale ha avuto un grande successo. Dove possiamo vederla prossimamente?

“Il 30 agosto sarò ad Anzio a Villa Adele, il 9 settembre, invece, sarò a Viterbo a Prato Giardino. Sarò accompagnato dai miei storici musicisti Arturo Valiante (pianoforte), Guerino Rondolone (contrabbasso), Ciccio Accardo ( chitarre) e Jerry Accardo (percussioni). Lo spettacolo mi vedrà nelle vesti sia di cantante che intrattenitore in una formula ormai collaudata di ritmo, leggerezza e ironia”.

Torniamo a parlare di regia. C’è un artista che vorrebbe dirigere?

“In Italia abbiamo tanti attori bravi. Un esempio? Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Kim Rossi Stuart e tanti altri. Quello che però amo maggiormente fare nei miei film è di trovare personaggi particolari con cui lavorare. Come è accaduto con Max Gazzè in Basilicata Coast to Coast. Qualche giorno fa ad Aliano ho sentito suonare un mio vecchio amico di nome Peppe Voltarelli, che ha una forza ed energia grandissima e mi piacerebbe coinvolgerlo in un progetto futuro. Mi piace scoprire personaggi meno conosciuti oltre che celebrare qualcosa di più consolidato”.

imageTornerebbe in televisione?

“Per indole non mi precludo niente e non ho nessuna preclusione nei confronti dei mezzi. Ci vuole solo una buona idea e l’occasione giusta”.

Nel 2012 ha anche fatto da spalla a Gianni Morandi al Festival di Sanremo. Rifarebbe quella esperienza?

“Si dice che fare Sanremo una volta basta e avanza. Per me non è così. Ho solo bei ricordi di quella esperienza, ho passato dei giorni indimenticabili e se mi richiamassero…Perchè no!”

Ad oggi Rocco Papaleo ha un sogno nel cassetto?

“Nella mia vita ho viaggiato troppo poco per diletto e troppo spesso per lavoro. Il mio sogno sarebbe di fare un bel viaggio nel Nord Europa, anche se gli ultimi attentati mi hanno demotivato. Spero però di riuscire a realizzare questo mio sogno che è da un bel pò chiuso nel cassetto”.

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