Al di là del cinema...

Intervista a Tonino Abballe e Valentina Ghetti tra i protagonisti de “Quel venerdì 30 dicembre”

FotoDiScena_QuelVenerdi30Dicembre038Arriva nelle sale dal 21 luglio “Quel venerdì 30 dicembre” film diretto da Dario Germani insieme con Tonino Abballe, che firma anche la sceneggiatura, prodotto da SeDici Cinema Srl e interpretato, oltre che da Abballe, da Maria Tona, Claudia Salvatore, Valentina Ghetti, Pietro Rebora e Beatrice Faenza. La colonna sonora, invece, è firmata da Carlo Picone per Inverso.

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La pellicola racconta la storia di Tonino un uomo che possiede una tipografia dove stampa e realizza materiale per le sale Cinematografiche. Con lui lavorano sua moglie, la sua ex moglie e i suoi figli. La vita di questa famiglia allargata si svolge in armonia fino a quando viene assunta una nuova assistente personale di Tonino. Riuscirà la convivenza delle tre donne nell’azienda?

Una commedia agrodolce che racconta di affetti e difetti, di rapporti tra mogli ed ex, di figli grandi e piccoli, di desideri,  limiti e responsabilità da affrontare. E’ la storia di un uomo che vede i rapporti portando con sé gioie e dolori del bambino che fu.

E’ il racconto di amori trasformati in amicizia, di legami familiari e di passioni…

In occasione dell’anteprima cinematografica che si terrà questa sera al Cinema Adriano di Roma, abbiamo intervistato Tonino Abballe e una delle protagoniste del film, Valentina Ghetti:

FotoDiScena_QuelVenerdi30Dicembre_Settimana_3_080 (FILEminimizer)Abballe, com’è nata l’idea di questo film?

“L’idea di questo film è nata 3 anni fa perché volevo raccontare al pubblico la mia idea di famiglia allargata che secondo tutti , era un’utopia !! Quando raccontavo che lavoravo insieme alla mia ex moglie e mia moglie sembrava che prendessi in giro le persone , invece per me , da sempre , è la cosa più naturale del mondo , soprattutto quando lavori insieme anche ai tuoi figli . Si vive in  armonia e nasce una complicità unica nel suo essere. E poi , quando ho divorziato  non ho mai avuto il problema di andare a prendere i figli poche ore e di versare l’assegno per gli alimenti : nel lavorare insieme era compreso anche quello !! E la storia continua , in quanto anche dopo il secondo divorzio , ho convinto la mia seconda moglie Loredana Di Pentima ( ora ex ) ad interpretare il suo ruolo di seconda moglie nel film…dunque non escludo un“ sequel “ !!”
Lei firma la regia insieme a Dario Germani ed è inoltre protagonista, sceneggiatore e produttore. Qual è il trucco per riuscire a svolgere quattro ruoli così  importanti?

quel-venerdi-30-dicembre-tonino-abballe-posteer“Inizialmente non volevo fare tutto “ da solo “  !! …ho provato a contattare  registi non ancora affermati e sceneggiatori che revisionassero la mia sceneggiatura, ma tutti volevano fare il “ loro film “ , non il mio ed io avevo le idee ben chiare su cosa avrei voluto che il film fosse . Alla fine mi sono stancato ed ho iniziato a cercare chi mi affiancasse , non chi mi dicesse cosa dovevo fare . Conoscevo Dario Germani …poi ho conosciuto Enzo Russo…( che firma l’aiuto regia ) . Insieme a loro abbiamo fatto un film corale fatto di improvvisazione e confrontandoci su tutto senza mai andare fuori le righe dalla storia che avevo scritto . Confesso che senza di loro non ce l’avrei mai fatta a realizzare questo mio sogno . Fare il produttore è stato facile , grazie a degli sponsor che mi hanno aiutato ed a tutta la troupe che mi è venuto incontro , anche economicamente.”
Mi descriva il personaggio di Tonino? Che uomo è?

“Tonino sono io….non ho recitato nel film…sono stato me stesso …lascio al  pubblico decidere che personaggio sia Tonino.”


Quanto si sente vicino al suo personaggio?

“Moltissimo….come detto ..Tonino sono io..con annessi pregi e difetti.”

 

immagini.quotidiano.netValentina mi parli del suo ruolo?

“Roberta è la prima  donna importante nella vita di Tonino dopo, ovviamente la madre, la donna di cui si innamora per la prima volta.. Roberta è una donna divertente, cerca sempre di “darsi un tono” e spera di compiere un giorno un salto di classe.. con Tonino è subito amore, è subito famiglia..malgrado dopo la nascita delle figlie affiorino i primi problemi e soprattutto le divergenze caratteriali: Roberta ama le comodità, non le importa di vivere circondata da estranei se questo le consente di avere più spazio per se stessa.. naturalmente tutto ciò finirà per scontrarsi con l ‘animo più romantico di Tonino..”
Cosa l’ha colpita maggiormente di questo film?

“Trovo che “Quel venerdì 30 dicembre” sia una commedia sentimentale, un melodramma contemporaneo, orchestrato con semplicità e un tocco d ‘amara ironia, che analizza il peso del “karma” nella ciclicità delle vite: ed ecco Tonino, che ripete gli stessi errori e le stesse azioni del padre, di cui quando era piccino, era passivo spettatore. La vita continuerà sempre a proporti le medesime situazioni fin quando non si spezzeranno i cerchi.. come in un film dove si comprende da subito il finale. Ed è il cinema, altro grande protagonista della pellicola, filtrato attraverso gli occhi della grande passione di Tonino, trasformatasi poi in lavoro.”
Nella sua carriera si è divisa tra teatro, televisione e cinema. Qual è il suo primo amore?Valentina Ghetti 9

“Per me  non esite un “media”privilegiato tra cinema, teatro o tv:  esistono ruoli  da interpretare, amare e scoprire di volta in volta.. esiste la bellezza di poter affrontare un personaggio, guidata da un regista che sappia incanalare l ‘energia  pur lasciando spazio all ‘attore  di esplorare.

Sicuramente esistono delle differenze: Del teatro amo il contatto con il pubblico, il sentire il respiro degli spettatori, poterne carpire le emozioni (che spesso galoppano pari passo alle mie)..la possibilità di ripetere e di trovare ogni volta dettagli nuovi. Il teatro, inoltre, non ha pietà: non essendoci montaggio non lascia spazio all’assenza di talento.

Valentina Ghetti 6Del cinema amo il rapporto intimo con la macchina da presa: la possibilità di sussurrare, di vivere visceralmente le emozioni e quindi di diventare sempre più il personaggio.  Per questa ragione, il mio primo amore è semplicemente il “mestiere” dell attore che, come un fabbro o  un muratore, plasma il proprio corpo e lavora sulla propria psiche ed è per me, una necessità  esistenziale, poichè mi garantisce di essere tante persone diverse nello stesso momento !!”
Ha un sogno nel cassetto che vorrebbe realizzare?

“Il mio più grande sogno sarebbbe la possibilità di lavorare in un film autorale, con un personaggio femminile psicologicamente complesso e forte  da poter elaborare e studiare, con i tempi necessari per poter prepararmi al meglio ed essere  guidata da un grande regista, di quelli tosti che però amano il proprio lavoro e cercano di tirar fuoro il massimo dai loro  attori.. pensavo ad esmpio ad un  Luc Besson …ahahahhahaahhah.”

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