Al di là del cinema...

Intervista a Ewan McGregor: “Vi racconto il mio Sogno Americano andato in frantumi”

Lo abbiamo amato nel Moulin Rouge quando con i suoi bellissimi occhioni verdi cantava a Nicole Kidman “Your Song” o “Come What May”. Ci ha commosso interpretando Mark Renton in “Trainspotting”. Oggi Ewan McGregor è diventato “grande” ed ha debuttato alla regia con la sua opera prima “American Pastoral” basato sull’omonimo best seller di Philip Roth, vincitore del Premio Pulitzer. Nel cast di cui lui è anche interprete troviamo il Premio Oscar Jennifer Connelly e Dakota Fanning. Il film, in uscita in 200 copie il 20 ottobre distribuito da Eagle Pictures, racconta la storia di Seymour Levov detto “Lo Svedese”, un uomo a cui non manca nulla e che rappresenza perfettamente il Sogno Americano che tutti vorrebbero avere: la bellezza, la carriera, i sodi, una moglie bellissima e una figlia a lungo desiderata. Il suo mondo inizia a frantumarsi, però, dopo che la figlia ormai sedicenne compie un atto terroristico che provoca una vittima.

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McGregor com’è stato il suo debutto alla regia?

“Non potevo volere di più dalla vita. E’ un’esperienza che mi ha cambiato la vita e che mi ha fatto crescere e maturare. Ho scoperto il “dietro le quinte” della regia e mi sono reso conto che c’è tutto un mondo completamente diverso dall’essere semplicemente attori. Avere rapporti lavorativi con scenografi, costumisti, fotografi ecc. mi ha arricchito.”

Lei fa questo mestiere da ben 25 anni ed ha lavorato con numerosi registi…

“Sì è vero. Posso affermare di aver avuto il privilegio di lavorare con registi bravi e meno bravi, ma ognuno di loro mi ha dato qualcosa. Non c’è un modo giusto o sbagliato di essere registi, ognuno ha la propria personalità ed ha portato sul set un po’ di magia.”

Torniamo ad “American Pastoral”. Cosa l’ha spinta alla scelta di un film così importante per il debutto alla regia?

“La sceneggiatura. Mi ha toccato profondamente e mi ha fatto anche piangere. Sono stato letteralmente catturato dallo Svedese e dal suo rapporto con la figlia. Ho sempre desiderato curare la regia di un film ma non volevo farlo tanto per farlo.”

“Chi è Seymour Levov, il suo personaggio?

“Un uomo che ha avuto sempre tutto dalla vita e che crede fermamente nel vivere la sua vita nel modo giusto. Fa sempre quello che la gente si aspetta da lui, quello che desidera lui faccia. Non perde mai le sue convinzioni morali su cosa sia giusto o sbagliato.  Ma la ribellione della figlia gli farà capire che non tutto è perfetto e che non sempre si riescono a tenere tutte le cose unite.”

I suoi progetti futuri?

“Nel 2017 uscirà “Trainspotting 2″ diretto sempre da Danny Boyle. Io vestirò nuovamente i panni di Mark Renton.”

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