Al di là del cinema...

Intervista a Placido Domingo Jr: “Vi racconto la mia carriera e i miei ricordi da bambino”

Roberta Beccarini e Pablo Moyano

Placido Domingo Jr, debutterà in Italia per la prima volta all’Auditorium Parco della Musica capitolino la sera del 20 maggio con il concerto – spettacolo “Volver- Anima Tango”, scritto da Silvia Bergamini e Annalisa Biancofiore e prodotto da Melos International di Dante Mariti. Figlio di Placido Domingo, celebre tenore spagnolo, è un cantante, (in uscita il suo Cd “Latidos”) un autore e produttore, conosciuto in tutto il mondo. Nel suo concerto sarà accompagnato dal Buenos Aires Cafè Sextet, guidato dal fisarmonicista e bandoneonista Cristiano Lui, che cura gli arrangiamenti originali dello spettacolo, da Annalisa Biancofiore, attrice-cantante che ne cura la regia, e dai ballerini di tango argentino Pablo Moyano e Roberta Beccarini, autori delle coreografie, che guideranno anche cinque coppie di loro allievi, regalando al pubblico l’atmosfera di una “milonga dei ricordi”.

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Ne parliamo con lui.

Domingo, si è esibito in tutto il mondo e ha ottenuto consensi da pubblico e critica.  Ora farà il suo primo concerto in Italia, è pronto per affrontare anche il nostro pubblico?

“E’ un’esperienza nuova, ma so che in Italia la musica di qualità è molto amata. Il mio concerto “Volver – Anima Tango”, ha un’atmosfera ricca di sfumature e di emozioni, dove tutto si trasforma e tutto diventa tango, passando da Bacalov a Modugno e tanti altri”.

Dopo l’appuntamento capitolino c’è già la richiesta per un tour italiano del suo concerto: accetterà la proposta?

Placido Domingo Jr con suo padre

“Amo l’Italia, è un Paese meraviglioso, lo accetterò con gioia. Tornerò presto e mi farà piacere continuare il percorso in altri teatri italiani. Vorrei rivedere l’Italia che ho conosciuto da bambino”.

In che occasione?

“Durante i viaggi che facevo con mio padre Placido Domingo, mia madre e mio fratello”.

Cosa ricorda?

“Le tante tappe di mio padre nei grandi teatri dell’opera. La Scala di Milano mi è rimasta nel cuore. Ho visto L’Otello di Zeffirelli, maestoso…. In questa città lombarda andavamo spesso, per mio padre è stata una seconda casa. Era bello girare per quelle strade ordinate dove tutto funzionava alla perfezione. Ricordo il nostro ristorante preferito “A Santa Lucia” che c’è ancora. Quel risotto alla milanese come lo dimentichi?”

Placido Domingo Jr con le tre figlie e la compagna Silvia Bergamini

Ha avuto un’infanzia privilegiata, si considera fortunato?

“Sono grato ai miei genitori con cui ho viaggiato in tutto il mondo. Passavamo dalla Scala in Giappone, ma non si sono mai dimenticati di essere un padre e una madre”.

Quando è cominciata la sua passione per il canto?

“A cinque anni, mio fratello ed io cantavamo le frasi della Tosca e della Turandot. Crescendo costruivo le scenografie nella mia stanza. Non era un gioco, ma qualcosa di più. Un giorno, per simulare l’alba, avevo messo i pantaloni del mio pigiama su una lampada che improvvisamente cominciò a bruciare. Corse mia madre e gridò: ma cosa fate mi incendiate la casa! Un attimo mamma- risposi- devo finire la scena. Non aver paura, prevede solo la fucilazione di mio fratello”.

Enfant terrible?

“Ma no, poi sono cambiato. A 16 anni ho cominciato a scrivere brani per mio padre, solo che suonavo il pianoforte ad orecchio. Lui mi fece studiare. Diceva: sei bravo, ma devi conoscere le note. Imparai, era giusto così”.

Ed è diventato anche un grande compositore. Per quanti personaggi ha scritto?

“Michael Bolton, Riccardo Cocciante, Josè Carreras, Luciano Pavarotti, Diana Ross, Placido Domingo …tanto per citarne alcuni”.

Come si giudica?

Placido Domingo Jr e suo padre

“I pregi non li vedo mai, lascio agli altri il giudizio.  I difetti li conosco bene, non so mai dire di no! Mi considero impulsivo e se sbaglio lo ammetto. E quando è capitato ho sempre aiutato chi era in difficoltà”.

Ci toglie una curiosità? Lei si chiama Placido Domingo. Perché porta lo stesso nome di suo padre?

“A dire il vero mio padre si chiama Josè Placido Domingo, c’è scritto nel suo certificato. Usa Placido lo stesso nome di mio nonno, che quando sono nato ha dato anche a me.

Mi dicono che lei ama molto gli animali, vero o falso?

“Ho una vera passione per gli animali, cani e gatti compresi. Sono insostituibili, ti amano senza chiederti nulla in cambio e non ti tradiscono mai. Quando torno da un viaggio non vedo l’ora di riabbracciarli.”

Dopo i vari tour dove le piacerebbe sparire?

“Vorrei trovarmi da solo alle Maldive per scrivere un brano che ho in mente. Mi hanno detto che c’è un volo…che figo, quasi quasi lo prendo!”

Ma non doveva partire con la sua bella compagna Silvia Bergamini?

“Certo, è la donna che amo. Ma con lei andrei più in Costarica, è bellissimo lo spirito della gente. Non a caso è governato da una donna, e tutto funziona a meraviglia. Ho molto rispetto delle donne che trovo capaci di gestire non solo le nostre vite, ma anche quelle di centinaia di altre persone. Poi proseguirei per i ghiacciai Ushuaia, che si trovano a sud dell’Argentina. Per arrivare con Silvia fino alla fine del mondo…”

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