Al di là del cinema...

Ogni tanto dovremmo essere tutti un pò “Sconnessi”…parola di Christian Marazziti!

Foto di Giuseppe Andidero
Foto di Giuseppe Andidero

Cosa potrebbe succedere se ci ritrovassimo in una casa sperduta in montagna, lontano da tutto e da tutti, senza una connessione wifi? A raccontarcelo è Christian Marazziti con il film “Sconnessi” e un cast formato da Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis, Carolina Crescentini, Stefano Fresi, Antonia Liskova, Giulia Elettra Gorietti, Eugenio Franceschini, Lorenzo Zurzolo, Benedetta Porcaroli e Maurizio Mattioli.

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La pellicola, prodotta da Camaleo in collaborazione con Falcon Production e distribuita da Vision Distribution uscirà in 300 sale dal 22 febbraio.

Proprio il 22 febbraio, inoltre, si terrà la Prima Giornata Mondiale dedicata alla disintossicazione da internet: lo “#sconnessiday“. L’invito da parte del regista e del cast del film viene rivolto alle famiglie, ai presidi ed insegnanti delle scuole italiane, ed è quello di partecipare all’esperimento di disconnessione per tutte le classi ed istituti. Il tutto durerà una giornata e serve per sensibilizzare genitori e insegnanti sul corretto uso che i ragazzi dovrebbero fare delle nuove tecnologie.

Ettore (Bentivoglio) è un noto scrittore con l’odio verso la tecnologia e verso internet. In occasione del suo compleanno decide di portare la sua famiglia nello chalet di montagna con la speranza di “riunire” tutti i pezzi della sua vita, ossia i suoi due figli Claudio (Franceschini) giocatore incallito di poker online e Giulio (Zurzolo), liceale nerd e introverso con la sua giovane moglie Margherita (Crescentini), incinta al settimo mese. Al gruppo si uniscono anche Achille (Memphis)  fratellastro di Margherita e Tea (Gorietti) giovane fidanzata di Claudio. Arrivati allo chalet trovano Olga (Liskova), la brava e affidabile tata ucraina e sua figlia Stella (Porcaroli), adolescente dipendente dai social network. Dopo una bufera di neve che causa la mancanza di connessione, tutto il gruppo inizia ad entrare nel panico. Ma il clou avviene dopo l’arrivo di Palmiro (Fresi), il fratello bipolare di Margherita e Achille, fuggito dalla casa di riposo.

Il film, nato da un’idea di Marazziti, scritto insieme con Michela Andreozzi, Massimiliano Vado, Fabrizio Nardi e Gianluca Tocci è il secondo lungometraggio da lui diretto. “Confesso: ho sofferto di Nomofobia” – ha spiegato Marazziti – “tutto è successo il giorno del mio compleanno, quando all’improvviso dopo aver ricevuto numerosi auguri di compleanno, mi si è spento il cellulare.  Ho avuto un momento di panico ed è proprio in quel momento che mi è venuta l’idea del film. Oggi l’immagine è l’unica cosa che conta, c’è un’ossessione nella ricerca della perfezione. Questo film vuole invitare le persone ad un ritorno alla comunicazione reale, a sapersi relazionare in modo sano”.

“Non soffro di nomofobia – ha dichiarato Bentivoglio – non ho nessun social e sconsiglio chiunque di aprirselo. Li reputo pericolosi e non concepisco il dover pubblicare foto e video a qualsiasi ora del giorno e della notte.”

D’accordo con lui Stefano Fresi che ha aggiunto: “Ho scoperto di non soffrire di nomofobia dimenticando spesso il cellulare e stando bene ugualmente.  Uso il telefono solo per sentire mia moglie e mia figlia, del resto posso farne a meno.”

Antonia Liskova ha invece affermato: “Uso internet ma non in maniera maniacale. Bisogna prendere solo il meglio ricordandosi sempre della realtà che ci circonda”.

Ricky Memphis ha confessato di avere tante dipendenze, ma non quelle per i social. “Amo gli smartphone ma non amo i social, è come se tenessi la finestra aperta di casa” – ha concluso.

Per gli attori più giovani, invece, la situazione è leggermente differente. Benedetta Porcaroli ha infatti affermato: “Tra i 14 e i 16 anni ero completamente dipendente da internet. Passavo tante ore davanti al pc. Crescendo mi sono resa conto di quanto spesso possa diventare uno strumento pericoloso”.

Giulia Elettra Gorietti, ha confermato di essere dipendente dai social: “Da quando mi hanno regalato l’iPhone sono diventata dipendente. Corriamo il rischio di perderci in un tunnel senza fine. Se mi perdo per strada e il telefono è scarico vado nel panico. Dovrei essere più sicura di me stessa”.

Eugenio Franceschini ha affermato di non essere nomofobico. “Non ho uno smartphone e non sono interessato al web. Ho solo dei social che utilizzo per lavoro ma che faccio fatica ad usare”.

A concludere è Lorenzo Zurzolo che ha spiegato: “Spesso tengo in mano il telefono ma senza usarlo. Tempo fa sono stato per due mesi senza smartphone perchè mia madre mi aveva messo in punizione. A parte i primi giorni in cui ho fatto fatica ad organizzarmi, ma poi sono riuscito ad abituarmi e posso dire che si vive bene anche senza”.

 

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