Dalle icone del passato alla corsa agli Oscar: il cinema che non smette di brillare

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La stagione dei premi è entrata nel vivo e, mentre dieci pellicole si contendono il titolo di Miglior Film ai prossimi Academy Awards, per il pubblico diventa quasi un’impresa riuscire a stare al passo con tutte le uscite. Non è un segreto che negli ultimi tempi le sale americane non registrino più i numeri di una volta; spesso, i titoli più di nicchia faticano a trovare spazio sul grande schermo. Eppure, il fascino della sala, del profumo di popcorn e della visione condivisa resiste, alimentato da una tradizione che affonda le radici nei grandi classici del genere musicale e coreografico.

L’eredità di Bob Fosse e il fenomeno Burlesque

Per capire l’estetica di molti film contemporanei, bisogna necessariamente guardare indietro. Un esempio emblematico è Burlesque, il musical interpretato da Christina Aguilera e Cher. Sebbene sia arrivato nelle sale ormai qualche anno fa, il suo legame con il passato è indissolubile: la pellicola deve infatti moltissimo a Cabaret, il capolavoro del 1972 firmato da Bob Fosse.

La storia di Ali, la ragazza di provincia che lascia tutto per cercare fortuna a Los Angeles, ricalca quel sogno intramontabile di ascesa e palcoscenico. Sotto l’ala protettrice di Tess, Ali scopre il mondo del Burlesque Lounge, restando ammaliata da costumi e coreografie che richiamano proprio quel linguaggio visivo creato da Fosse. Non è un caso che la sceneggiatura abbia visto la firma di nomi come Diablo Cody e Susannah Grant, impegnate nel dare un tocco moderno a una struttura narrativa classica.

Il genio dietro il cappello: chi era Bob Fosse

Il contributo di Fosse al cinema e al teatro è qualcosa di unico, uno stile jazz immediatamente riconoscibile che ancora oggi influenza i registi di Hollywood. Tutto iniziò a Chicago, dove un giovanissimo Fosse muoveva i primi passi nei teatri locali prima di tentare la scalata come intrattenitore nei nightclub. Fu proprio in quegli ambienti che nacque la sua prima coreografia: quattro ragazze che danzavano sulle note di Cole Porter agitando ventagli a forma di ostrica.

Con l’ambizione di diventare il nuovo Fred Astaire, Fosse approdò a Hollywood negli anni Cinquanta, apparendo in film come Kiss Me Kate. Proprio un breve numero in quella pellicola catturò l’attenzione dei produttori di Broadway, lanciando una carriera che lo avrebbe portato a dirigere pietre miliari come Sweet Charity, Lenny e l’autobiografico All That Jazz. Il suo marchio di fabbrica? Una sessualità cinica e stilizzata, spalle curve, ginocchia rivolte verso l’interno e l’uso iconico di bombette, bastoni e sedie. Senza la sua visione, probabilmente, non avremmo il glamour graffiante che vediamo in molti musical odierni.

Come arrivare preparati alla notte degli Oscar

Tornando ai giorni nostri, per chi non vuole perdersi l’emozione del cinema dal vivo, le opportunità non mancano. AMC ha organizzato delle vere e proprie maratone per vedere i dieci candidati al Miglior Film, mentre le sale Regal propongono proiezioni individuali proprio in questi giorni. Anche i cortometraggi — suddivisi nelle categorie documentario, animazione e live action — stanno trovando spazio in cinema storici come il Rialto o il Chelsea Theater.

Se il tempo a disposizione è poco ma non volete fare scena muta al vostro Oscar party, ci sono tre titoli che dovreste assolutamente recuperare:

  • One Battle After Another: un mix esplosivo di azione, satira politica e commedia, già disponibile in streaming su HBO Max.

  • Sinners: il film che ha collezionato il maggior numero di nomination nella storia. È un’opera folle, a metà tra un dramma in costume degli anni Trenta e un bagno di sangue a tema vampiresco.

  • Sentimental Value: una sorpresa norvegese che affronta il trauma generazionale con una leggerezza inaspettata. È il segnale che l’Academy sta finalmente aprendo le porte al grande cinema internazionale, e vale la pena dargli una possibilità su Amazon Prime o Apple TV.